Federico Pizzi (Ragazzi del ’99): “Preoccupati per il Sacrario dei centomila eroi“

Venerdì
13:39:45
Giugno
25 2010

Federico Pizzi (Ragazzi del ’99): “Preoccupati per il Sacrario dei centomila eroi“

Alla luce dei recenti servizi su alcuni quotidiani nazionali e locali, Federico Pizzi, Presidente della Sezione di Milano della storica Associazione Nazionale “I Ragazzi del ’99“ esprime la preoccupazione di tutta la Sezione per le condizioni del sacrario di Redipuglia.

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Milano: “Siamo fortemente preoccupati per le condizioni in cui versa il Sacrario Militare di Redipuglia, uno dei più importanti del mondo, dove riposano oltre 100.000 Caduti della Prima Guerra Mondiale. Come riportato da alcuni giornali, le lastre stanno cedendo ed i resti degli Eroi del Carso e del Piave sono venuti alla luce“ - ha così commentato il giovane Federico Pizzi, Presidente della Sezione di Milano dell’antica Associazione Nazionale “I Ragazzi del ’99“.

“Sono sicuro che il Ministero della Difesa e le Istituzioni Locali stanno operando nel migliore dei modi e li ringrazio per il loro intervento, ma mi recherò personalmente a Redipuglia entro fine luglio per constatare le condizioni effettive del Sacrario e lanciare un appello perché siano stanziati dei pur minimi fondi per preservare la memoria dei nostri Caduti.

Esprimo in tal senso la preoccupazione di migliaia di famiglie italiane che hanno un Caduto sepolto a Redipuglia“.

Cede il Sacrario di Redipuglia spuntano le ossa dei Caduti
Le lastre “screziate“ dalle infiltrazioni mostrano evidenti feritoie, dalle quali si intravedono i poveri resti dei soldati caduti nella Grande Guerra. Tra la lapide e il loculo è rimasta parte di materiale, una sorta di “intercapedine“ bianca. Allinterno ecco le ossa. Il Sacrario è nel degrado. E ora il sindaco, Antonio Calligaris, chiederà delucidazioni al Commissariato per le onoranze ai Caduti di guerra.

MONFALCONE Le lastre “screziate“ dalle infiltrazioni mostrano evidenti feritoie, dalle quali si intravedono i poveri resti dei soldati caduti nella Grande Guerra. Tra la lapide e il loculo è rimasta parte di materiale, una sorta di “intercapedine“ bianca. Allinterno ecco le ossa. I resti di Luigi Fiori, sottobrigadiere del 12.o Battaglione, costole e una tibia. Di Luigi Campurra, sommergibilista dello ”Jalea”, la scatola cranica.

Source by _Il_Piccolo


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