Indagine previsionale sulle vacanze di Natale e Capodanno

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Dicembre
24 2010

Indagine previsionale sulle vacanze di Natale e Capodanno

Incontro di Fine Anno con Federalberghi

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Roma: Tra Natale e Capodanno si muoveranno complessivamente 9,4 milioni di italiani maggiorenni, -5 per cento rispetto al 2009. Tra coloro che non faranno vacanze, circa 20 milioni (rispetto ai 18 milioni del 2009) dichiarano di non potersi muovere per motivi economici (+12 per cento). Il giro d’affari determinato da questo movimento turistico assommerà a circa 5,1 miliardi di euro (-3,5 per cento rispetto ai 5,3 miliardi di euro del 2009).

E’ quanto emerge dall’indagine previsionale sulle vacanze di Natale e di Capodanno diffusa da Federalberghi-Confturismo. “Le ormai imminenti vacanze natalizie non saranno caratterizzate da quello sprint che ci saremmo aspettati“. E’ questo il commento del presidente della Federalberghi-Confturismo, Bernabo’ Bocca, alla lettura dei risultati di una indagine previsionale sulle vacanze di Natale e Capodanno, realizzata dalla Federazione con il supporto tecnico dell’istituto EMG Ricerche. “Il calo di italiani in vacanza a Natale e Capodanno, - prosegue Bocca - il parallelo calo del giro d’affari e l’incremento a due cifre di italiani che non faranno nemmeno un pernottamento fuori casa per motivi economici, rappresentano segnali preoccupanti.

Dai nostri dati, infatti, - aggiunge Bocca - emerge in maniera netta come le prossime festività saranno caratterizzate da una flessione del 5 per cento (da quasi 10 milioni di maggiorenni del 2009 a 9,4 milioni di maggiorenni del 2010) di connazionali che tra Natale e Capodanno sceglieranno qualche località turistica e da un aumento (da 18 milioni di maggiorenni a quasi 20 milioni di maggiorenni - furono 15 milioni di maggiorenni nel 2008) di connazionali che non potranno permettersi nemmeno un pernottamento fuori casa per dichiarati problemi economici. Risultati che chiaramente evidenziano una flessione figlia di una situazione economica contraddistinta da un clima di incertezza, - sottolinea Bocca - che rischia di produrre ulteriore instabilità sia a livello di movimento turistico, sia a livello di lavoratori occupati nel settore.
“Nella convinzione tuttavia - conclude Bocca - di trovare nel Governo un interlocutore attento alle problematiche del settore, auspichiamo e richiediamo un rapido confronto politico per delineare una agenda delle priorità in grado di mettere a punto un piano di emergenza volto a tentare nei prossimi mesi un recupero di fatturato del settore“. L’indagine, realizzata dalla Federalberghi-Confturismo con il supporto tecnico dell’Istituto EMG Ricerche, e’ stata effettuata dal 13 al 17 dicembre. Sono state ascoltate, con il sistema C.A.T.I. (interviste telefoniche) ben 3.000 persone maggiorenni, per un campione rappresentativo di oltre 47 milioni di individui maggiorenni. Il campione e’ stato costruito in modo da rispettare le quote della popolazione italiana in termini di sesso, età, grandi ripartizioni geografiche ed ampiezza dei centri abitati. I numeri salienti delle festività di fine anno 2010 evidenziano come tra Natale e Capodanno si muoveranno complessivamente 9,4 milioni di italiani maggiorenni (-5 per cento). Il giro d’affari determinato da questo movimento turistico assommerà a circa 5,1 miliardi di euro (-3,5 per cento rispetto ai 5,3 miliardi di euro del 2009). Tra coloro che non faranno vacanze, circa 20 milioni (rispetto ai 18 milioni del 2009) dichiarano di non potersi muovere per motivi economici (+12 per cento).


Per Natale , si legge nel report, saranno 4,55 milioni gli italiani maggiorenni (rispetto ai 4,8 milioni del 2009) che si muoveranno dalla propria città, dormendo almeno una notte fuori casa, per un decremento del 5 per cento. Di essi l’84 per cento (rispetto all’85 per cento del 2009) resterà in Italia, mentre il 16 per cento (rispetto al 15 per cento del 2009) andrà all’estero. In Italia a Natale le Regioni piu’ gettonate saranno il Veneto con il 9,9 per cento della domanda, seguito dalla Toscana (9,8 per cento), dal Lazio (9,7 per cento), dalla Sicilia (9,3 per cento), dalla Lombardia (8 per cento), dal Piemonte (7,9 per cento) e dall’Emilia Romagna (7,3 per cento). La vacanza preferita sarà ovviamente in montagna (45,2 per cento della quota di domanda natalizia rispetto al 46,6 per cento del 2009), seguita da una città diversa da quella di residenza (19,9 per cento rispetto al 18,8 per cento del 2009) e dal mare (nel 18,1 per cento dei casi rispetto al 21 per cento del 2009). L’alloggio preferito sarà la casa di parenti o amici (31,5 per cento rispetto al 33,3 per cento del 2009), seguito dall’albergo (30,7 per cento rispetto al 32,9 per cento del 2009) e dalla casa di proprietà (22,4 per cento rispetto al 16 per cento del 2009). A Natale gli italiani in vacanza dormiranno in media 5,8 notti fuori casa (rispetto alle 5,2 notti del 2009) per una spesa media pro-capite (comprensiva di trasporto, alloggio, cibo, divertimenti) in Italia di 482 euro rispetto ai 505 euro del 2009 (-4,5 per cento) ed all’estero di 1.323 euro rispetto ai 1.255 euro del 2009 (+5,5 per cento), pari ad un giro d’affari di 2,8 miliardi di euro rispetto ai 3 miliardi del 2009 (-6 per cento).

Le prossime festività di Natale e Capodanno vedranno circa 2,5 milioni di italiani (come nel 2009) effettuare un periodo di vacanza che comprenderà un soggiorno dal 24 dicembre almeno fino al primo gennaio. Per l’esattezza tra tutti coloro che partiranno prima di Natale ben il 54 per cento (rispetto al 52 per cento del 2009) prolungheranno fino a Capodanno il loro viaggio. I motivi principali per i quali il resto della popolazione italiana maggiorenne dichiara che non effettuerà nemmeno un pernottamento fuori casa a Natale e/o Capodanno sono legati essenzialmente a motivi economici, che si attestano al 41,9 per cento (20 milioni di maggiorenni) rispetto al 38,8 per cento (18 milioni di maggiorenni) del 2009, andando ulteriormente a gonfiare il numero di italiani giunti ormai ad una vera e propria soglia di ’povertà turistica’. Tra gli altri motivi si evidenziano quelli familiari (32,8 per cento rispetto al 21,9 per cento del 2009) e un 17,3 per cento che resterà a casa per motivi di lavoro rispetto al 13,6 per cento del 2009.

Source by Claudio_di_Salvo


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