Europee, Berlusconi: ''Mi candido alle Europee''

Mercoledì
08:54:33
Febbraio
18 2004

Europee, Berlusconi: ''Mi candido alle Europee''

Election Day, si votera' il 12 e 13 giugno

Il premier al termine del vertice Cdl: Ma se vanno male non mi dimettero'. Su fisco: ''Con imposte a 50% moralmente autorizzati ad evadere.

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Roma, 17 feb. - ''Non sono mai stato cosi' ottimista sul futuro''. Annunciata la propria candidatura alle Europee, il premier Silvio Berlusconi si presenta a tutto campo nella conferenza stampa dopo il vertice di maggioranza che ha sciolto i nodi sulle europee. Una riunione ''molto positiva e costruttiva'', sottolinea il Cavaliere, in cui la maggioranza ha trovato un accordo su tutto. A cominciare dall’election day per le prossime elezioni europee ed amministrative, previsto per il 12 e 13 giugno. Ma la decisione sara' formalizzata nel Consiglio dei ministri di venerdi'.
Scaduti i tempi per la lista unica, i partiti della Cdl correranno ''ciascuno per conto proprio''. ''Faremo una campagna elettorale liberi e uniti. Si tratta di una decisione saggia presa tra i partiti della coalizione. Abbiamo dieci anni di esperienza comune. In tutto saremo sei partiti, i quattro che conoscete più i Repubblicani e il Nuovo Psi''.

Quanto alla sua candidatura, il premier ribadisce che si tratta di una ''candidatura di bandiera, perché io continuero' a fare il presidente del Consiglio''. Quindi l’attacco all’opposizione. ''Dalle parti della sinistra la paura fa novanta. Siccome loro non hanno un leader e sono costretti a prenderne uno a prestito, è chiaro che fa paura il fatto che si presenti il leader di Forza Italia e di questa coalizione di governo''.
Ma se elezioni europee non dovessero andar bene per la Casa delle liberta',''un'ipotesi impossibilè', Berlusconi assicura che non si dimettera' come ha fatto Massimo D'Alema in occasione delle regionali del 2000. Loro, dice il premier riferendosi all’invito del segretario dei Ds, Piero Fassino,''ragionano come ha ragionato il signor D'Alema, che era arrivato a palazzo Chigi attraverso una congiura di palazzo. Io, invece, a palazzo Chigi ci sono, perché il 50% degli italiani, anzi il 49,8%, ha fatto una croce sul nome di Silvio Berlusconi indicato sulle schede elettorali come presidente del Consiglio. Sono qui a fare un lavoro che deve durare una legislatura, se vogliamo che il nostro Stato recuperi i tanti governi avuti in 50 anni''.

Quanto alla legge sulla par condicio, il Cavaliere ribadisce il suo no: ''Non ritengo che sia logico tenere in piedi questa leggè'. Da qui l’annuncio della nascita di un comitato della Cdl che avra' il compito di studiare la possibilita' di abrogare la legge attuale in materia. ''Abbiamo dato il via a un tavolo, un comitato -dice il premier - che si riunira' nei prossimi giorni per esaminare la possibilita' di abrogare questa legge sulla par condicio''. Una legge, avverte,''che dobbiamo abrogare con coerenza rispetto a quello che abbiamo fatto da oppositori. Allora, infatti, come ricorderete, abbiamo indicato questa legge come profondamente illiberale, addirittura liberticida. E l’abbiamo chiamata la cosiddetta imparcondicio''.
Sugli altri accordi raggiunti nel corso del vertice, il presidente del Consiglio annuncia per venerdi' la presentazione da parte del ministro dell’Interno Beppe Pisanu, con il placet del ministro delle Riforme Umberto Bossi, il ddl di modifica della legge elettorale. ''Ci sara' incompatibilita' -dice Berlusconi- per i parlamentari nazionali, per i presidenti, gli assessori, i consiglieri regionali, mentre valgono ovviamente le vecchie incompatibilita' dei membri della Commissione europea e dei governi nazionali''. ''Ma c'è un dettaglio -spiega- , che non è poi tanto un dettaglio: concedere un certo periodo di tempo a chi viene eletto sindaco e anche parlamentare europeo circa la scelta di optare per l’uno o l’altro incarico''. Altre decisioni prese: aumentare il numero delle preferenze possibili per tutte le circoscrizioni e rinunciare allo sbarramento del 3 o 4%. Il premier ha spiegato che ''la Casa delle Liberta' sara' comunque segnata sul simbolo di ognuno dei singoli partiti che nella Casa delle Liberta' si riconoscono perché condividono principi, valori, programma''.
E proprio su quest'ultimo Berlusconi torna sul suo cavallo di battaglia: la riduzione delle tasse. ''l’imperativo categorico della maggioranza e del governo è ridurre l’imposizione fiscale - dice - Questa si riduce tagliando i costi dello Stato, anche producendo controlli più efficaci. Ma questi non vogliono essere dei controlli punitivi, come quelli apparsi in questi giorni, nei confronti della categoria benemerita dei commercianti''. Ma il premier avverte che chi ha guadagnato di più, anche grazie al cambio di valuta, dovra' pagare più imposte. ''Se tuttavia alcuni commercianti, a causa anche del cambio di moneta, hanno aumentato certi prezzi, vuol dire che c'è stato uno spostamento di ricchezza nella direzione dell’offerta rispetto alla domanda. E chi ha potuto far più profitti, cosa positiva anche per lo Stato, deve essere portato a pagare più tassè'.

Il premier fa un esempio: ''Se io lavoro, faccio tanti sacrifici e lo Stato poi mi chiede il 33% di quel che ho guadagnato, sento che è una richiesta corretta, in cambio dei servizi che lo Stato mi da'. Ma se lo Stato mi chiede il 50 e passa per cento, avverto che è una richiesta scorretta e mi sento moralmente autorizzato ad evadere per quanto posso questa richiesta dello Stato''.

Il premier torna poi a difendere la scelta di porre la fiducia sul decreto salva-Rete4 definendo ''uno scandalo'' quanto è successo intorno al provvedimento. ''Noi stiamo difendendo quanto approvato dai cittadini con un referendum e ci accusano di agire per interessi privati. Certo, è intervenuta anche una sentenza della Corte Costituzionale. Ma sappiamo che nella Consulta siedono 10 membri del centrosinistra, e molto qualificati, e 5 che appartengono al centrodestra. Non sorprende se assume certe decisioni''.

Un duro attacco, Berlusconi lo riserva al vertice a tre in programma domani tra Francia, Germania e Gran Bretagna. ''l’Europa non sopporta e non ha bisogno di nessun direttorio. A me questo incontro pare soltanto un pasticcio. Questa mia opinione è condivisa dalla quasi totalita' degli altri Paesi europei, al di fuori dei tre interessati''.

Adnkronos: http://www.adnkronos.com

A caccia di voti
contro le istituzioni

di MASSIMO GIANNINI

DOPO 276 giorni di veleni nella maggioranza, il presidente del Consiglio chiude la verifica e apre la campagna elettorale all’insegna del "messaggio" politico che sa promuovere meglio: se stesso. Da oggi fino al voto europeo e amministrativo del 12 e 13 giugno, il premier propaganderà con tutta la sua potenza di fuoco mediatico il vero "programma" del centrodestra, che si riassume in un nome e un cognome: il suo. Con un vacuo "preambolo" imposto agli alleati Silvio Berlusconi si riappropria della Casa delle Libertà , confermando la natura privatistica e sempre più proprietaria d'una coalizione che, depotenziata dalle generose elargizioni e dalle pretestuose ossessioni del suo "padrone", non troverebbe altre ragioni d'esistere.

Lo prova il fatto che, in tre anni di governo, non è riuscita a dare una rappresentanza compiuta al blocco sociale costruito nel 2001. Con una rutilante conferenza stampa sparata dalle televisioni Silvio Berlusconi prova a riappropriarsi dell’Italia, rafforzando la natura populistica e sempre più plebiscitaria di una leadership che, ingabbiata dalle regole e insofferente alle mediazioni della politica, fatica a ritrovare la sintonia con l’opinione pubblica. Lo prova il fatto che, sondaggi alla mano, lo stesso Paese che gli ha dato il consenso sembra assai meno disposto a rinnovargli la fiducia.

Il Cavaliere sembra cosciente del rischio. Non si capirebbe, altrimenti, il suo annuncio di ieri: "Mi candido alle europee, come è logico e giusto, anche se sarò un candidato di bandiera...". Il premier sa che, a stretto rigore di diritto, sarebbe ineleggibile. Se decide di correre lo stesso, è perché è convinto di essere l’unica risorsa di questo centrodestra. È lui il predestinato, è lui l’innovatore, è lui il programma, è lui la lista unitaria, dunque è lui l’eterno candidato alla vittoria.

Repubblica: REPUBBLICA

Governo. Berlusconi: tasse troppo alte spingono all’evasione. Direttorio Ue è "un pasticcio"
Il premier all’attacco

Resto a Palazzo Chigi comunque vadano le elezioni europee. Lo ha detto il presidente del Consiglio Berlusconi, che in mattinata aveva annunciato la propria candidatura nelle file di Forza Italia, rivelando anche che non ci sarà alcuna lista unica della Casa delle libertà .
La maggioranza ha trovato un accordo sull’election day. Si voterà il 12 e il 13 giugno per le europee e per le amministrative. La decisione sarà formalizzata nel consiglio dei Ministri di venerdì.
Par condicio: tavolo per abrogarla
- "Abbiamo dato il via a un tavolo, un comitato che si riunirà nei prossimi giorni per esaminare la possibilità di abrogare questa legge", ha affermato- Berlusconi riferendosi all’intenzione di eliminare la normativa sulla par condicio in campagna elettorale. "È una legge profondamente illiberale - ha aggiunto il premier al termine del vertice della Cdl a palazzo Chigi -, in nessun Paese democratico ai cittadini- è preclusa la possibilità di conoscere i programmi delle forze che si presentano per ottenere il loro voto".- 
Riduzione delle- tasse nel 2005 e 2006
Il Governo Berlusconi diminuirà le tasse. "Una prima riduzione- è prevista con la finanziaria per il 2005, ed una successiva con la finanziaria per il 2006", ha riferito il presidente del Consiglio, sottolineando che "un cittadino si sente moralmente autorizzato ad evadere" quando il prelievo- è troppo elevato. Sul tema del fisco il premier non ha mancato di polemizzare con Romano Prodi che, ha detto "si- è vantato di aver posto la tassa per l’euro. Io credo - ha aggiunto Berlusconi - che ci sia nulla da vantarsi ad aumentare le tasse".

RAINEWS24: http://www.rainews...ia.asp?NewsID=45701

Source by PRESS_REVIEW


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