Fumo, Smog e il Monossido di carbonio (un vero Ladro di ossigeno) che ti spegne.

Venerdì
02:01:44
Novembre
27 2015

Fumo, Smog e il Monossido di carbonio (un vero Ladro di ossigeno) che ti spegne.

Parola d'ordine Sport, ambienti ventilati e sani... e no al FUMO.

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Emoglobina e salute. Cosa succede al nostro organismo quando introduciamo l'ossido di carbonio… e come ci si intossica prevalentemente?

Cos’è il Carbossiemoglobina [HbCO], ma prima: Cos'è l'Emoglobina?

L'emoglobina è una proteina globulare. È solubile, di colore rosso (è una cromoproteina), ed è presente nei globuli rossi del sangue dell'essere umano, animale quindi di tutti i vertebrati, esclusi alcuni pesci antartici.
L'emoglobina (indicata con il simbolo Hb) presente nei globuli rossi, passando dai polmoni si lega all'ossigeno, per poi proseguire il percorso verso tutti gli organi e muscoli del corpo umano. Quando l'ossigeno è scarso, gli organi e i muscoli entrano in crisi.
Il CO e in forma di fumo o fumo passivo è clinicamente associato a patologia polmonare, e a molti quadri neoplastici come: laringe, bocca, esofago, stomaco, pancreas, intestino, cervice uterina, vescica, mammella.

Avvelenamenti respiratori e Misurazione del Monossido di Carbonio PPM.

Come è possibile che questo accada?

Difficoltà respiratoria:
[wikipedia] Fisiologicamente o per azione di determinate sostanze ossidanti (acqua ossigenata, permanganato di potassio, nitrito (NO2-), ecc.) o di certi farmaci e di alcune sostanze contenute nelle fave (vedi favismo), lo ione ferro2+ (ione ferroso) si trasforma in ione ferro3+ (ione ferrico) e l'emoglobina si trasforma in metaemoglobina, o metemoglobina (MetHb), con l'ossigeno legato al ferro mediante legame forte (covalente) che lo rende non disponibile ai tessuti (anemia funzionale). Nel sangue è normale una presenza del 2% di MetHb, se questa percentuale sale, la respirazione viene compromessa. La riconversione a ione ferroso avviene tramite un meccanismo enzimatico riducente (enzima metaemoglobina reduttasi) basato su di una reazione a catena che comporta l'ossidazione del NADPH per ridurre il #glutatione che mantiene la cellula in uno stato riducente prevenendo la formazione di MetHb. [/wikipedia]

L'emoglobina passando nei polmoni si lega all'ossigeno. L'ossido di carbonio introdotto per via respiratoria ad esempio da "fumo di sigarette" in modo diretto o in modo passivo, diventa il terzo elemento presente nei polmoni.
Questo processo da origine a una triade di proteine e molecole: emoglobina, ossigeno e ossido di carbonio, quest'ultimo avendo un'affinità di circa 250 volte più forte dell'ossigeno, si lega all'emoglobina togliendo spazio all'ossigeno, così si viene a formare un elemento altamente tossico chiamato "carbossiemoglobina".

Monossido di carbonio (CO):
Gas tossico con affinità circa 250 volte superiore dell'ossigeno verso l'emoglobina.
La composizione della molecola di Emoglobina varia nel corso della vita intrauterina ed è diversa da quella degli adulti (che si inizia a formare nei primi mesi di vita).
Il gas CO che si lega rapidamente all'emoglobina forma nei polmoni la [HbCO o COHb] incapace di legare ossigeno. Una forma di emoglobina altamente tossica che andrà a depositarsi nei tessuti, impedendone l'ossigenazione naturale. Questo processo accelera l’invecchiamento precoce dei tessuti muscolari e degli organi e favorisce la formazione di patologie degenerative che daranno origine alla formazione di tumori.

PPM: Parti per milione - Il valore delle ppm è equivalente alla quantità assoluta frazionale moltiplicata per un milione (10 alla sesta [1.000.000]). PPM è una unità di misura. La troviamo espressa nelle indicazioni indicanti il grado di inquinamento atmosferico da monossido di carbonio nelle nostre città, nei centri anti fumo e in molti ospedali.

La concentrazione di monossido di carbonio viene misurata in ppm (parti per milione) nell'aria espirata. Una tabella di conversione indica la perdita percentuale di ossigeno. L’ospedale san Paolo di Milano indica che: Immediatamente dopo una sigaretta il valore è al massimo, poi scende gradualmente. Dopo 24 ore la misurazione non riporta più tracce della sigaretta fumata.

Dove si trova questo tossina tumorale?

La Carbossiemoglobina - HBCO o COHB - si forma nei polmoni, il processo s’innesca attraverso la respirazione dell’ossido di carbonio presente nell’aria della nostra città, in cucina, nel fumo di sigarette, sigari, pipe e fonti similari.

In caso di intossicazione da monossido di carbonio, si formano patologie serie [guarda la tabella dr. Marie]. La causa è da addebitare al “fumo“, all’uso scorretto del riscaldamento ausiliario o di stufe a combustione lenta in cattivo stato di funzionamento (pessima ventilazione), oltre che di incidenti in ambito industriale (fonderia, inceneritori, produzione di esplosivi, esplosione di Grisù contenuto nelle mine).

Vediamo i principali valori di [carbossiemoglobina HbCO] espresso in percentuale
Dati [dr. Marie-Françoise F Odou - Francia]
— Tasso fisiologico > 1%
- Tasso normale < 4%
- Tabagismo 5 - 10%
- Intossicazione cronica > 10%
- Intossicazione acuta > 15%

Variazioni patologiche della carbossiemoglobina

Intossicazione da monossido di carbonio (gas incolore, inodore, insapore):
- Primi sintomi di intossicazione per tassi > 20 - 30%: cefalee, nausee, vertigini
- Per tassi dal 40 al 50%: sincopi, accelerazione del ritmo respiratorio
- Per tassi dal 50 al 60%: convulsioni
- Stato di coma con tassi > 60 - 70% e possibile evoluzione mortale, se non viene avviato un trattamento d'urgenza.

fonte dati clinici: Dr.ssa Marie-Françoise F Odou [Centre Hospitalier Régional Universitaire de Lille, France]. Endocrinology, Genetics, Microbiology.

In ambiente domestico.
La carbossiemoglobina si forma negli avvelenamenti da gas di cucina ed è la ragione, nei casi gravi, della morte per asfissia degli intossicati.

Il Centro Antifumo H. San Paolo di Milano, riporta questa nota.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riconosce il fumo di tabacco come un malattia e un importante fattore di rischio per 25 cause di morte. Alla fine del secolo sono circa 3 milioni per anno i decessi causati dal fumo di tabacco nel mondo (di cui 90.000 solo in Italia) ma, basandosi sugli andamenti attuali, i morti raggiungeranno i 10 milioni nelle prossime 3 decadi. Ciò spiega perché in Italia i dati relativi ai consumi di sigarette e alle indagini sui fumatori dicono che per la lotta al tabagismo si dovrà, nei prossimi anni, investire più risorse sulla prevenzione e promuovere terapie di disassuefazione per aiutare i fumatori che vogliono smettere.
In Italia i fumatori sono circa 13.000.000: 44% maschi (percentuale in progressiva riduzione) e il 36% femmine (percentuale in progressivo aumento) e la fascia di età con la più alta percentuale è compresa tra i 25 e i 55 anni (corrispondente peraltro all'età lavorativa).
Delle molte patologie sicuramente correlate al fumo le malattie respiratorie, le malattie cardiache e quelle del tratto uro-vescicale sono quelle per cui è stato dimostrato il più alto grado di associazione.
L'evidenza dell'effetto del fumo sulla patologia polmonare è stata ampiamente confermata, tanto che, in questo caso, è possibile parlare di vero e proprio fattore causale. L'abitudine al fumo di tabacco ed a quello di sigaretta in particolare è il principale fattore di rischio per lo sviluppo di tumore al polmone (per il quale si stima che il fumo sia responsabile dal 80 al 90 % dei casi,) e di Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO).
Evidenze scientifiche documentano un'influenza del fumo di sigaretta sul sistema immunitario con deficit dei meccanismi di difesa e quindi maggiore predisposizione alle infezioni sistemiche, soprattutto respiratorie sia in soggetti fumatori sani che in pazienti già affetti da patologia respiratoria.
L'abitudine al fumo è associata ad una maggiore prevalenza di sintomi respiratori, in particolare tosse ed espettorato cronici, ma anche respiro sibilante e suscettibilità alle infezioni in maniera proporzionale alla quantità di fumo corrente o passato. Per contro, negli stessi campioni di popolazione è evidente l'effetto della cessazione dal fumo in termini di riduzione dei sintomi respiratori ed in particolare di tosse ed espettorato e ad un aumento dei periodi liberi da malattia, quindi un minor numero di assenze dal luogo del lavoro.
Tale fenomeno è visibile indipendentemente dall'età del soggetto che smette di fumare e alla cessazione dell'abitudine tabagica e in un decennio il rischio legato ad una malattia diminuisce e si equivale quasi a quello di un non fumatore
Accanto alle malattie polmonari il fumo è un importante fattore di rischio per la patologia cardio-vascolare: coronarica, cerebrale e periferica. Esso è inoltre associato a molti altri quadri neoplastici: laringe, bocca, esofago, stomaco, pancreas, intestino, cervice uterina, vescica, mammella.
[ http://www.ao-sanp...si/centro-antifumo/ ]

Silvia M. Carrassi

Source by Silvia Michela Carrassi


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