Operazione coordinata, per contrastare, studiare e far regredire inquinamento diffuso

Giovedì
03:58:47
Ottobre
25 2018

Operazione coordinata, per contrastare, studiare e far regredire inquinamento diffuso

Retecivica del Comune di Trieste

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Trieste: UN'AMPIA OPERAZIONE COORDINATA, PER CONTRASTARE, STUDIARE E FAR REGREDIRE L'“INQUINAMENTO DIFFUSO” SU TERRA, PRESENTATA OGGI DALL'ASSESSORE COMUNALE AI LAVORI PUBBLICI E VERDE PUBBLICO ELISA LODI E DAL “COLLEGA” REGIONALE ALL'AMBIENTE FABIO SCOCCIMARRO, CON IL DIRETTORE DELL'ARPA LUCA MARCHESI

Avrà inizio nei prossimi giorni un'ampia operazione, articolata su più spazi verdi cittadini (piazzale Rosmini, Giardino Pubblico “de Tommasini” di via Giulia e pineta di Servola), mirante a combattere e far regredire, tramite la pratica del “fitorimedio”, il cosiddetto “inquinamento diffuso” su terra ma anche a studiarne e individuarne le cause.
Un progetto questo che parte dal Comune, e dai suoi settori preposti ai Lavori pubblici e Verde pubblico e all'Ambiente, ma che vede il pieno sostegno e il contributo finanziario della Regione FVG, nonchè il coinvolgimento di Enti direttamente competenti in materia come l'ARPA, o fortemente interessati, anche dal punto di vista scientifico e sanitario, a questo importante lavoro di indagine, analisi e verifica dell'efficacia delle contromisure adottate, quali sono l'Università, l'Istituto Superiore di Sanità e il Ministero dell'Ambiente. Tutti soggetti che hanno dato vita a un apposito “tavolo tecnico” attivato presso la Regione, dal cui lavoro è derivato un “piano di gestione” per fronteggiare il fenomeno inquinante che troverà ora concreta applicazione e che - come è stato sottolineato oggi in una conferenza stampa dal titolo “Sviluppo del Piano sull'inquinamento diffuso. Avvio dei lavori di Fitorimedio”, tenutasi sul sito di piazzale Rosmini - risulta essere il primo in Italia ad affrontare questa problematica con tale modalità - “fitorimedio” e contemporaneo studio dei terreni e delle cause inquinanti - del tutto innovativa.

“Tutto è iniziato circa due anni fa - ha ricordato l'Assessore comunale ai Lavori Pubblici, Spazi aperti e Verde Pubblico Elisa Lodi, per l'occasione assieme all'Assessore regionale all'Ambiente e Energia Fabio Scoccimarro, al Direttore dell'ARPA Luca Marchesi e al presidente della VI Commissione consiliare comunale, competente per i problemi dell'ambiente, Salvatore Porro -. Allora ci trovammo - ha spiegato la Lodi - a dover improvvisamente affrontare una situazione di inquinamento dei terreni, da poco scoperta a seguito di alcune indagini “top soil”, che interessava siti diversi, diversificati tra loro (in particolare giardini pubblici e scolastici) e collocati in punti, anche molto distanti tra loro, della città (da Servola a via Giulia); cercare di capirne le cause e i possibili rimedi.”

In sintesi, dopo una serie di primi studi e analisi chimiche dei siti, si è stabilito di adottare, a seconda dei casi, due possibili modalità: o la sostituzione completa del terreno inquinato (e ciò in particolare nei giardini scolastici, anche per ovvi motivi di opportunità e di massima sicurezza), o la sperimentazione della tecnica del “fitorimedio”, ovvero della “rigenerazione” di un determinato terreno tramite la piantumazione di particolari essenze in grado di “mangiare” gli inquinanti, quali le agrostidi, le gramigne, le festuche e altre simili, per la maggior parte appartenenti alla famiglia delle graminacee (piante che avendo questa speciale caratteristica vengono a costituire, di conseguenza, anche un utilissimo “indicatore biologico” in grado di fornirci importanti informazioni sulla qualità del terreno dove vengono collocate); sistema questo che si è deciso di impiegare specialmente nei giardini comunali “aperti”, anche, appunto, per condurvi, più agevolmente, le suddette “sperimentazioni”.

“Questi sono stati due anni davvero importanti - ha osservato ancora l'Assessore Lodi - che ci hanno consentito di attivare un imprescindibile e proficuo dialogo fra gli Enti competenti, mettere a punto una strategia operativa e ottenere dalla Regione l'indispensabile finanziamento di 350.000 Euro grazie al quale abbiamo già provveduto (con un 1° lotto), negli scorsi mesi estivi, allo scotico e sostituzione del manto erboso dei due giardini scolastici coinvolti, alla elementare “Biagio Marin” di Servola e alla scuola dell'infanzia comunale “don Chalvien” di via Italo Svevo; e che ci permetterà ora (con la seconda tranche, di 175 mila Euro, del medesimo finanziamento) di iniziare l'”Operazione Fitorimedio” nei giardini pubblici, con l'ormai imminente avvio delle nuove piantumazioni, che saranno curate dalla Cooperativa sociale Agricola Monte San Pantaleone, cui seguiranno le opportune verifiche periodiche della situazione da parte di tecnici specializzati.”

L'Assessore regionale all'Ambiente e Energia Fabio Scoccimarro, dal canto suo, ha sottolineato la “novità di un progetto mai attuato prima d'ora in Italia, motivo per cui siamo seguiti con grande attenzione e interesse da altre città e regioni e godiamo della massima collaborazione dell'Istituto Superiore di Sanità. E molto interessante sarà verificare d'ora in poi quali risultati darà il “fitorimedio”, quali indicazioni ci fornirà e in quale direzione, aiutandoci anche a meglio indirizzarci verso la più consona fra queste diverse tipologie di “bonifica naturale”. Anche perché - ha concluso Scoccimarro - diversi e non sempre analoghi sono stati i fattori inquinanti via via disseminati, nel corso degli anni, nei diversi siti, spesso anche non coscientemente, in fasi storiche, come ad esempio quella degli ampi lavori pubblici e di ricostruzione della città compiuti dal Governo Militare Alleato nel secondo dopoguerra; o anche da enti pubblici e privati fino a non molti decenni fa, quando la coscienza ambientale e le relative normative certo non erano sviluppate come oggi. Per cui facilmente, ad esempio per costruire un nuovo giardino, si potevano conferire materiali di risulta “puliti” assieme a elementi più dubbi, magari senza 'colpè specifiche. Anche per questo il “fitorimedio” utilizzato in punti diversi del territorio ci potrà fornire dei “messaggi” molto significativi, in una certa misura anche sulla 'storia edilizia' della nostra città, oltre che, naturalmente, riguardo ai migliori correttivi da impiegare in ogni situazione.”

E proprio in tal senso, il Direttore dell'ARPA Luca Marchesi, che era affiancato dal direttore tecnico Franco Sturzi, ha “salutato” l'avvio di questo lavoro complesso come un'ottima notizia “per finalmente cominciare a definire, ben individuare e quindi affrontare le molteplici cause di un inquinamento del territorio che è, evidentemente, un inquinamento 'multisorgentè. Ovvero derivante - come detto - dai materiali via via depositati, ma anche da tutto quanto - metalli, idrocarburi ecc. - discende dall'atmosfera derivando dal riscaldamento domestico, dal traffico veicolare, dalle svariate attività industriali.”

“In quest'ottica, al “fitorimedio” per 'capirè e depurare la terra - che sarà, tra l'altro, “messo alla prova”, cominciando proprio da piazzale Rosmini, anche utilizzando l'accorgimento di trattare con questo metodo un'aiuola ma non quella vicina, per poterle poi paragonare. Per cui i cittadini non dovranno stupirsi nel vedere un'aiuola folta di graminacee e quella vicina, invece, del tutto spoglia ! - si affiancherà, per registrare e analizzare le altre sorgenti inquinanti, il posizionamento nei giardini, da parte dell'ARPA e dell'Università, di una rete di 'deposimetri'.”
“L'utilizzo coordinato di questo insieme di diverse metodologie e delle relative ricerche fa sì che, nel suo complesso, l'iniziativa triestina - ha concluso il dottor Marchesi - può definirsi fin d'ora come una “iniziativa pilota” in questo campo di 'cura della terra'”.

Al termine, mentre il presidente della VI Commissione Salvatore Porro ha colto l'occasione per ricordare la mozione consiliare recentemente presentata a favore di una più ampia diffusione delle autovetture “ibride” o comunque caratterizzate da emissioni molto basse, da attuarsi tramite un'opportuna esenzione dal bollo, come già fatto per le auto elettriche, in funzione anti-inquinamento, l'Assessore Lodi ha rivolto un appello ai frequentatori dei giardini interessati dai prossimi interventi di “fitorimedio” e di posa dei 'deposimetri' a mantenere una particolare attenzione nel non calpestare l'erba, vigilando affinché neanche i cani, per quanto possibile, salgano sulle aiuole.

Source by Comune_di_Trieste


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