Lettera Aperta al MIUR. Scuola: Allontanamento dello studente dalla comunità scolastica e Asili Nidi

Lunedì
17:04:03
Marzo
18 2019

Lettera Aperta al MIUR. Scuola: Allontanamento dello studente dalla comunità scolastica e Asili Nidi

View 3.2K

word 1.9K read time 9 minutes, 22 Seconds

Spettabile Dirigente/Responsabile di nidi e materne,
in base alla circolare MIUR del 27/02/2018 dovrete escludere i bambini non in regola con l'obbligo vaccinale. Non per Legge, che non prevede niente di tutto ciò, ma per circolare.

Vorrei ricordarle che la procedura della sospensione, per le scuole di primo grado, è regolamentata dal Regio Decreto del 1928; per gli altri gradi di studio bisogna riferirsi al testo normativo imprescindibile in materia di diritti degli studenti: il D.P.R. 294/98 (c.d. "Statuto delle studentesse e degli studenti") integrato e modificato dal successivo D.P.R. 235/07 www.dirittoscolast...onsiglio-di-classe/ E` implicito ma non trascurabile che l`interruzione patologica della partecipazione alle attività didattiche è verosimilmente una contromisura seria, alla quale si deve pervenire unicamente dopo attente ponderazioni. Le sanzioni che non comportano l'allontanamento dalla comunità scolastica possono essere comminate da tutti gli organi indicati nel Regolamento di Istituto, tra i quali è solitamente (ma non universalmente) annoverato anche il singolo docente.

Se la sanzione comprende invece l'allontanamento dalla comunità, l'organo competente è il Consiglio di Classe. Il limite alla "sospensione" comminabile dal Consiglio di Classe è di 15 giorni. Nel caso si voglia allontanare lo studente per un periodo superiore dovrà provvedere il Consiglio di Istituto. È nulla la sanzione emanata da un organo incompetente, ad esempio la sospensione comminata da un docente.

Tale nullità potrà esser proposta innanzi all'"organo di garanzia" e nei casi più gravi, contestata nelle sedi giudiziarie. La sospensione normalmente può avere la durata massima di 15 giorni scolastici. Soltanto in casi eccezionalmente gravi, che vedano per esempio l'aver commesso un reato, il termine può venire prolungato. Ma qui entra in gioco che nel disporre le misure il giudice tiene conto, oltre che dei criteri indicati nell'articolo 275 del codice di procedura penale, dell'esigenza di non interrompere i processi educativi in atto.

Eloquenti, seppur pensate per tutt'altro contesto. Si veda l'art. 19 c. 2 del d.P.R. 22 settembre 1988, n. 448 (Codice del Processo Penale Minorile ), che recita: "nel disporre le misure [cautelari] il giudice tiene conto [...] dell'esigenza di non interrompere i processi educativi in atto". Ed il successivo art. 27 c.1, sulla sentenza di non luogo a procedere per irrilevanza del fatto: "[sussistendo determinati presupposti, n.d.r.] ... il P. M. chiede al giudice sentenza di non luogo a procedere [...] quando l'ulteriore corso del procedimento pregiudica le esigenze educative del minorenne".

Che reato potrà aver mai commesso un bimbo piccolo per essere allontanato e sospeso per più di 15 giorni. Anche se uccidesse un compagno di classe non sarebbe punito così duramente.

Quindi per nidi e materne? Per questi non è prevista l'esclusione scolastica per via della tenera età e perché è una procedura che colpisce esclusivamente il comportamento dell'alunno in base ad azioni contro la Morale o contro le Leggi. È quindi impossibile punire un minore di 0-6 anni che non è in grado certo di discernere il bene dal male. Per la Legge Italiana fino a 14 anni il minore non è mai imputabile, perché nei suoi confronti è prevista una presunzione assoluta di incapacità, senza prova contraria. L'art. 97 stabilisce, infatti, che «non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto i quattordici anni». Se sotto i 14 anni il minore non ha ancora raggiunto un grado di sviluppo fisico e psichico tale da poter comprendere il valore etico-sociale delle proprie azioni, immaginiamoci da 0 mesi a 6 anni. L'espulsione, la sospensione, l'esclusione e il diniego ai servizi sono pene troppo rigide e non previste in nessun ordinamento.

Con tentativo fuorviante e di circuire i genitori questo atto viene indicato dagli addetti ai lavori non come sospensione ma come diniego d'accesso ai servizi per questioni di salute pubblica, sempre e comunque nel nome del minore. Oltre che non essere previsto dalla 119/2017 non esiste proprio nella giurisprudenza italiana. Troviamo solo il divieto d'accesso agli atti amministrativi ma l'impedimento fisico non può essere applicato a meno che si sia un assiduo stalker e il giudice decida il divieto di avvicinamento «a luoghi determinati abitualmente frequentati dalla persona offesa» e l'obbligo di «mantenere una determinata distanza da tali luoghi». Ma non è il nostro caso.

Vogliamo nuovamente ribadire e sottolineare che i fini istituzionali delle Scuole/Servizi educativi sono formazione ed istruzione e non la salute pubblica. D'altronde solo l'esistenza di un'emergenza epidemica o pandemica reale e concreta, legata ad una patologia specifica, avrebbe consentito l'immediata previsione normativa di drastici provvedimenti di interruzione dei servizi. E sarebbe dovuto essere il Sindaco, quale massima autorità sanitaria locale competente, a diramare l'allerta e prendere provvedimenti, indicendo l'emergenza sanitaria corredata da dati "reali" richiesti e rilasciati dall'Asl competente e dagli uffici di Igiene e prevenzione per la tutela della salute pubblica.

Nel testo della L. 119/2017 (art. 1) si può invece trovare tra l'altro l'affermazione: "Al fine [...] di garantire il conseguimento degli obiettivi prioritari del Piano nazionale prevenzione vaccinale 2017/2019 [...] ed il rispetto degli obblighi assunti a livello europeo ed internazionale [...] ".
In buona sostanza, esigenze amministrative.

Certamente è comunque previsto l'allontanamento dell'alunno, ma in base a linee guida ben precise elencate dettagliatamente nel Regolamento Sanitario delle scuole e dei nidi.

Allontanamento del bambino

L'allontanamento dalla collettività a causa di una malattia si rende necessario non solo ai fini di prevenire il contagio ad altri bambini, ma per tutelare il bambino malato. I piccoli di questa fascia di età, infatti, necessitano in ogni situazione di malessere, indipendentemente dalla contagiosità, della presenza di una figura parentale di riferimento. Premesso quanto sopra, gli operatori e gli educatori, devono provvedere ad avvisare tempestivamente i familiari e allontanare al più presto il bambino che presenta i seguenti segni o sintomi, utilizzando il modulo di allontanamento:

  • Febbre, se supera i 38° C
  • Tosse persistente con difficoltà respiratoria
  • Diarrea o vomito (3 episodi nella stessa giornata)
  • Sospetta congiuntivite in presenza di secrezione purulenta
  • Esantema diffuso o eruzione cutanea ad esordio improvviso
  • Stomatite con abbondante salivazione e/o difficoltà di alimentazione
  • Pianto persistente inusuale per quel bambino
  • Inusuale apatia, scarsa reattività

Non è necessario allontanare i bambini con lievi disturbi; questi vanno segnalati ai genitori al termine dell'orario di lavoro.
Il genitore avvisato del malessere del proprio figlio ha il dovere di presentarsi al nido o alla materna per riprendere il piccolo.

Riammissione al nido o alla materna

In caso di allontanamento il bambino sarà riammesso previa compilazione da parte del medico curante del certificato medico.
In caso di assenza non causata da allontanamento il certificato medico va presentato qualora l'assenza sia superiore a 5 giorni consecutivi.

Come abbiamo letto gli operatori/educatori sono tenuti a salvaguardare la salute pubblica nel caso ci siano dei segni tangibili. Non viene menzionata la differenza tra un bimbo vaccinato e uno non vaccinato, ma tra un bimbo sano e uno potenzialmente contagioso indipendentemente dal suo status vaccinale.
Nessuna Legge parla di allontanare un bambino sano perchè non vaccinato, questo è un pregiudizio con l'aggravante della discriminazione che un dipendente pubblico non dovrebbe assolutamente dimostrare.

Sono anche questi i motivi per i quali in nessun articolo o comma della Legge 119/2017 è prevista alcuna forma di esclusione, espulsione, diniego d'accesso o sospensione. In maniera logica la Legge è andata a collocare, sopra ad ogni altro vantaggio collettivo, la situazione evolutivo-relazionale-emotiva (ancor prima di quella giuridica) del minore, proteggendola. E non poteva essere diversamente, dato che i bambini fanno parte di una categoria sensibile che va sempre tutelata.

Quindi sospenderete tutti per 15 giorni massimo e poi si potrà rientrare col certificato di buona salute? Bastava dirlo prima senza fare tutto quel puzzo. Grazie al cielo è tutto regolamentato, non vorrei mai che Lei, Dirigente/Responsabile, andasse contro le Leggi Vigenti e si facesse carico di violazioni di diritti nei confronti dei minori coinvolti. Sa si rischia anche il posto di lavoro per molto meno e coi tempi che corrono non mi sembra il caso.

E questo ancora:

Le legge 119/17 stabilisce quale sia la documentazione che i genitori avrebbero dovuto presentare entro il 10/09 per l'accesso a nidi e materne (fascia 0/6) ed entro il 31/10 per la scuola dell'obbligo (fascia 6/16).
L'articolo 3 del decreto 73/17, poi convertito in legge 119/17 prevede la presentazione alternativamente della seguente documentazione:

1) documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie (tramite presentazione ad esempio di libretto vaccinale);
2) documentazione comprovante l'esonero, l'omissione o il differimento delle vaccinazioni obbligatorie;
3) presentazione di formale richiesta di vaccinazione all'azienda sanitaria territorialmente competente.

Lo stesso articolo 3 prosegue affermando che:

"La documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni può essere sostituita dalla dichiarazione resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445".

Quindi, applicando la legge, SOLO per i genitori che hanno presentato l'autocertificazione che sostituisce la documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie c'è l'ulteriore onere di presentare il libretto vaccinale entro il 10 marzo 2018.

Il termine del 10 marzo 2018 NON riguarda chi ha presentato:

  • documentazione comprovante l'esonero, l'omissione o il differimento delle vaccinazioni obbligatorie;
  • presentazione di formale richiesta di vaccinazione all'azienda sanitaria territorialmente competente.

Non trova alcun riferimento nel decreto 73/17, poi convertito in legge 119/17, e nemmeno in tutte le successive circolari del Ministero della Salute e del MIUR, l'onere del genitore di dover dimostrare con documentazione proveniente dall'azienda sanitaria locale di aver presentato alla medesima azienda la richiesta di effettuazione delle vaccinazioni e che la somministrazione di queste ultime sia stata fissata dalla medesima azienda sanitaria successivamente alla data del 10 marzo 2018.

Tutti i bambini i cui genitori abbiano assolto agli adempimenti riportati nell'art. 3 sopra riportato potranno continuare a frequentare i servizi educativi per l'infanzia e le scuole dell'infanzia sino alla fine dell'anno scolastico o del calendario annuale in corso.

Chiedo un vostro intervento ufficiale affinchè la legge venga correttamente applicata e non si lasci spazio a fraintendimenti interpretativi suggeriti da notizie false e tendenziose divulgate dall'attuale Ministro delle Salute Beatrice Lorenzin, con la sua campagna elettorale.

La richiesta A TUTTI I GENITORI di fornire copia del libretto vaccinale o la certificazione di aver effettuato tutte le vaccinazioni obbligatorie, oppure di fornire la data di appuntamento vaccinale o qualsivoglia altro documento entro il 10/03/2018, costituisce pertanto un'indebita forzatura e non corrisponde al dettato della legge.

Non sussistono dunque i presupposti da parte dei dirigenti scolastici per iniziative personali volte a conoscere l'iter vaccinale o a richiedere documenti non rispondenti alle previsioni della legge succitata.

Riassumendo, la scuola non ha ad oggi alcun ruolo se non quello di raccogliere la documentazione di cui agli art 3.comma 1 e art. 5 entro i termini indicati dal legislatore, pertanto per l'anno scolastico in corso il dirigente scolastico non è legittimato né tenuto ad avanzare ulteriori richieste.

Le circolari di associazioni di categoria che dovessero dare indicazioni diverse da quanto sopra specificato non sono pertanto corrette e in caso di mancato rispetto della legge è sempre il dirigente scolastico a rispondere e non l'associazione a cui si appoggia.

In generale nessuna circolare o accordo secondario supera mai la legge.

Mir-Brescia 4/2/2018

Indirizzi mail

MIUR NAZIONALE

urp@istruzione.it segreteria.partico...istro@istruzione.it segr.tecnicaministro@istruzione.it segr.capouffleg@istruzione.it

MIUR REGIONALE/PROVINCIALI

drlo.urp@istruzione.it
usp.bs@istruzione.it usp.bg@istruzione.it usp.mi@istruzione.it usp.lc@istruzione.it usp.mn@istruzione.it usp.pv@istruzione.it usp.cr@istruzione.it usp.lo@istruzione.it usp.mb@istruzione.it usp.va@istruzione.it usp.so@istruzione.it

FISM

info@fism.net; ufficiostampa@fism.net; segreteria@fismlombardia.it info@fismbrescia.it segreteria@amism-fismmilano.it segreteria@fismvarese.it segreteria@fismlecco.it fismsondrio@gmail.com; segreteria@fismpavia.it segreteria@fismbergamo.it segreteria@fismcomo.eu; fism@diocesidimantova.it segreteria@fismlodi.it

Source by mammainfo


LSNN is an independent editor which relies on reader support. We disclose the reality of the facts, after careful observations of the contents rigorously taken from direct sources, we work in the direction of freedom of expression and for human rights , in an oppressed society that struggles more and more in differentiating. Collecting contributions allows us to continue giving reliable information that takes many hours of work. LSNN is in continuous development and offers its own platform, to give space to authors, who fully exploit its potential. Your help is also needed now more than ever!

In a world, where disinformation is the main strategy, adopted to be able to act sometimes to the detriment of human rights by increasingly reducing freedom of expression , You can make a difference by helping us to keep disclosure alive. This project was born in June 1999 and has become a real mission, which we carry out with dedication and always independently "this is a fact: we have never made use of funds or contributions of any kind, we have always self-financed every single operation and dissemination project ". Give your hard-earned cash to sites or channels that change flags every time the wind blows , LSNN is proof that you don't change flags you were born for! We have seen the birth of realities that die after a few months at most after two years. Those who continue in the nurturing reality of which there is no history, in some way contribute in taking more and more freedom of expression from people who, like You , have decided and want to live in a more ethical world, in which existing is not a right to be conquered, L or it is because you already exist and were born with these rights! The ability to distinguish and decide intelligently is a fact, which allows us to continue . An important fact is the time that «LSNN takes» and it is remarkable! Countless hours in source research and control, development, security, public relations, is the foundation of our basic and day-to-day tasks. We do not schedule releases and publications, everything happens spontaneously and at all hours of the day or night, in the instant in which the single author or whoever writes or curates the contents makes them public. LSNN has made this popular project pure love, in the direction of the right of expression and always on the side of human rights. Thanks, contribute now click here this is the wallet to contribute


Similar Articles / Lettera ...sili Nidi