G20, approvata dichiarazione su economia digitale

Sabato
17:25:20
Agosto
07 2021

G20, approvata dichiarazione su economia digitale

A Trieste la riunione presieduta dal ministro Giorgetti

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Si è svolta la Trieste la riunione ministeriale del G20 sulla digitalizzazione, presieduta dal Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti e dal Ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao. All'incontro ha partecipato anche il sottosegretario allo Sviluppo economico Anna Ascani.

La Presidenza Italiana ha posto al centro del dibattito il tema della trasformazione digitale delle attività produttive in favore di una crescita economica sostenibile, con un’attenzione particolare alle micro, piccole e medie imprese, all’inclusione sociale, allo sviluppo e applicazione di tecnologie innovative, nonché alla digitalizzazione della pubblica amministrazione.

Sulla base dei risultati e degli impegni del passate presidenze G20, considerando inoltre l'impatto del Covid-19 sull'economia globale, i Ministri concordano sull’urgenza di accelerare la trasformazione digitale e di coglierne tutte le opportunità che ne derivano, preparando il campo per le sfide future e tenendo conto dei diversi livelli di sviluppo dei paesi. I lavori del G20 sono stati coadiuvati dalla DETF (Digital Economy Task Force) e gestiti con un approccio multistakeholder, attraverso l'organizzazione di forum e consultazioni di gruppi di lavoro.

La riunione dei G20 è culminata nella approvazione di una Dichiarazione dei Ministri che indica 12 azioni per accelerare la transizione digitale:

  1. Trasformazione digitale della produzione per la crescita sostenibile. Si afferma l’impegno a sfruttare il potenziale della digitalizzazione per una ripresa economica resiliente, forte, sostenibile e inclusiva, nelle tre dimensioni “persone, pianeta e prosperità”, senza lasciare nessuno indietro. Si riconosce che le aziende debbano essere preparate per ulteriori cambiamenti tecnologici, al fine di affrontare le sfide future verso un'economia sostenibile, aperta, condivisa e più innovativa. Si riconosce inoltre la necessità di aumentare gli sforzi per sviluppare un approccio all'economia digitale che metta l’uomo al centro e che tenga conto anche dei bisogni dei gruppi vulnerabili. Si prende l’impegno ad agire per rafforzare le politiche industriali e la cooperazione internazionale.

  2. Utilizzare l'intelligenza artificiale basata sulla fiducia per l'inclusione delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) e la promozione delle startup. Si afferma la volontà di implementare l'Intelligenza Artificiale (IA) affidabile e di rafforzare le abilità delle MPMI, compresa la loro capacità di utilizzare i dati, l'accesso ai finanziamenti, le opportunità di condivisione delle conoscenze, così come la creazione di forza lavoro qualificata.

  3. Misurazione, pratica e impatto dell'economia digitale. Si afferma che la misurazione dell'economia digitale rimane una priorità dei paesi del G20 e delle organizzazioni internazionali. Per attuarla verranno dedicate risorse adeguate, favorendo il contributo della condivisione di buone pratiche soprattutto per quanto riguarda la misurazione dell'IA e il divario digitale di genere.

  4. Consapevolezza e protezione dei consumatori nell'economia digitale globale. Si prende l’impegno ad agire per sensibilizzare, educare e sostenere i consumatori, anche attraverso programmi di alfabetizzazione digitale, con l'obiettivo di garantire la protezione degli stessi per quanto riguarda la qualità e la sicurezza dei prodotti, la privacy, la protezione dei dati personali, e le pratiche commerciali sleali, con particolare attenzione ai consumatori vulnerabili. Inoltre, per la prima volta, sono state presentate da una prospettiva originale e innovativa le tecnologie basate su registri condivisi, tra cui la tecnologia blockchain, per la tracciabilità dei prodotti lungo le catene del valore.

  5. Tutela dei bambini e rafforzamento delle loro competenze nell'ambiente digitale.Per la prima volta tra le priorità del G20 Digital Economy si include la protezione e l'empowerment dei bambini nell’ambiente digitale. Si prende l’ impegno a promuovere un ambiente digitale sicuro, inclusivo, trasparente e vantaggioso per i bambini, che metta al centro contenuti online adeguati all'età e di alta qualità, ispirandosi alla raccomandazione dell’OCSE.

  6. Incoraggiare l'innovazione per le città intelligenti. Viene accolto con favore il rapporto della Presidenza italiana sulle pratiche del G20 in materia di appalti pubblici innovativi per le città e le comunità intelligenti, come strumento per aumentare e condividere le conoscenze e migliorare l’azione pubblica.

  7. Infrastrutturedigitalie inclusione sociale. Si afferma l’impegno a colmare i divari di connettività e incoraggiano l'obiettivo di promuovere l'accesso universale ed economico alla connettività per tutti entro il 2025. Una maggiore collaborazione internazionale e lo scambio di pratiche, potranno contribuire agli obiettivi di connettività e inclusione sociale.

  8. Flusso libero di dati basato sulla fiducia. Riconoscendo il lavoro e i risultati ottenuti dalle Presidenze Giapponese e Saudita sulla libera circolazione dei dati basata sulla fiducia e sul trasferimento dei dati tra paesi, si approfondiscono le conoscenze reciproche dei diversi approcci adottati dai Governi, grazie ad una mappatura dei punti in comune realizzata dall’OCSE

  9. Strumenti digitali per i servizi pubblici. Si riconosce l'importanza dei principi del #governo-digitale del G20 del 2018, sviluppati sotto la Presidenza Argentina, che contribuiscono a guidare e migliorare la digitalizzazione dei servizi pubblici per meglio rispondere alle nuove esigenze dei cittadini. Si prende l'impegno di perseguire e garantire la qualità,la diffusione e l’accessibilità dei servizi pubblici digitali, e di favorire le necessarie competenze dei dipendenti pubblici.

  10. Identità digitale. Si riconosce l’importanza delle soluzioni di identità digitale, facilmente utilizzabili, affidabili, sicure e portatili, che assicurano la privacy e la protezione dei dati personali, per garantire ai cittadini e alle imprese l’accesso ai servizi digitali in sicurezza e nel rispetto della privacy. Si fa inoltre riferimento al potenziale dell’identità digitale in contesti emergenziali e di aiuto umanitario.

  11. Regolamentazione agile. Si riconosce il ruolo della regolamentazione agile nel favorire l’innovazione e la crescita economica, così come nel controllare e prevenire i possibili impatti negativi del progresso tecnologico, specie in ambito sociale e ambientale. Vengono accolti i risultati dell'indagine sulla regolamentazione agile tra i membri del G20, un utile strumento per la condivisione di esperienze e approcci per la governance dell’innovazione.

  12. Trasformazione della Digital economy task force nel gruppo di lavoro permanente Digital economy working group. Si conferma l’impegno a continuare a lavorare verso la digitalizzazione per una ripresa resiliente, forte, sostenibile e inclusiva, affrontando le disuguaglianze. A tale scopo si accoglie con favore la trasformazione della Digital Economy Task Force (DETF) nel Digital Economy Working Group (DEWG).

DICHIARAZIONE DEI MINISTRI DEL DIGITALE DEL G20[1]

Sfruttare la digitalizzazione per una ripresa resiliente, forte, sostenibile e inclusiva

Noi, Ministri del Digitale del G20, ci siamo incontrati il 5 agosto 2021 a Trieste, Italia, in parte fisicamente e in parte virtualmente, per approfondire il dialogo e la cooperazione sulla digitalizzazione come fattore chiave per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs) nelle sue tre dimensioni economica, sociale e ambientale, in linea con le priorità del G20 per il 2021: Persone, Pianeta e Prosperità.

Sulla base dei risultati e degli impegni delle passate Presidenze e riconoscendo l'impatto della crisi COVID- 19 sull'economia, l'occupazione e il benessere delle nostre società, abbiamo discusso su come cogliere le opportunità e affrontare le sfide e i rischi, per valorizzare maggiormente il potenziale della digitalizzazione per una ripresa resiliente, forte, sostenibile e inclusiva, affrontando al contempo le disuguaglianze. I Governi dovrebbero poter rimanere al passo con la profonda trasformazione che la digitalizzazione ha generato nell'economia e nella società. Abbiamo, dunque, affrontato le nostre priorità sotto l'ombrello dell'economia digitale, con una particolare attenzione al governo digitale.

Dato il crescente impatto della digitalizzazione sulla nostra economia e società, il lavoro della task force per l’economia digitale (DETF) è stato arricchito da un approccio aperto ai diversi portatori di interesse (multistakeholder), attraverso l'organizzazione di consultazioni e Forum con il coinvolgimento degli attori sociali. In particolare, questo approccio ha fornito un'opportunità per approfondire le priorità specifiche, per scambiare opinioni, conoscenze e pratiche e per aggiungere valore alla visione del nostro futuro.

ECONOMIA DIGITALE

La pandemia ha evidenziato i benefici della digitalizzazione per l'economia e la società nel sostenere l'occupazione, la salute e l'istruzione (Persone), contribuire alla sostenibilità (Pianeta), e consentire la resilienza economica delle imprese (Prosperità).

Allo stesso tempo, il rapido aumento dell'uso delle tecnologie digitali e della loro diffusione nelle industrie e settori economici pone delle sfide, come la necessità delle imprese e dei lavoratori di adattarsi, la necessità di colmare il divario digitale per evitare l'esclusione sociale, e il bisogno di rafforzare la nostra risposta alle crescenti sfide in termini di sicurezza per le imprese e i cittadini nel contesto digitale. In particolare, i paesi in via di sviluppo devono affrontare sfide legate alla diffusione delle infrastrutture digitali.

Appare, ora, urgente accelerare la trasformazione digitale e riflettere su come raccogliere i benefici dei progressi che ha registrato, affrontando, allo stesso tempo, le sfide che abbiamo di fronte e tenendo conto dei diversi livelli di sviluppo dei Paesi.

Riconosciamo l'importanza delle politiche per creare un'economia digitale abilitante, inclusiva, aperta, equa e non discriminatoria, che promuova l'applicazione delle nuove tecnologie e permetta alle imprese e agli imprenditori di prosperare.

i. Trasformazione digitale della produzione per la crescita sostenibile

Sin dal piano d'azione G20 sulla Nuova Rivoluzione Industriale del 2016, adottato al vertice di Hangzhou, i Leader del G20 hanno riconosciuto che la digitalizzazione della produzione presenta un’opportunità per l'industria, trasformando i processi produttivi e i modelli di business, e migliorando la crescita economica.

La pandemia ha amplificato la rilevanza della trasformazione digitale per la resilienza delle imprese e per la fornitura di beni e servizi e ha anche stimolato la diffusione delle tecnologie digitali più avanzate nell'economia. Tuttavia, i benefici della trasformazione digitale sono distribuiti in modo disomogeneo tra i Paesi e all’interno degli stessi, tra industrie e tra imprese. Le micro, piccole e medie imprese (MPMI), e anche le grandi aziende nei paesi in via di sviluppo, sono ancora in ritardo nell'adozione del digitale e i dati internazionali indicano maggiori divari di produttività tra le aziende, specialmente tra le MPMI e le grandi aziende.

Riconosciamo che le imprese devono essere preparate per la "nuova normalità" e per ulteriori cambiamenti tecnologici, al fine di affrontare le sfide future verso un'economia sostenibile, aperta, condivisa e più innovativa. Riconosciamo, inoltre, che c'è una necessità di sostenere l'inclusione delle MPMI nell'economia digitale e che c'è bisogno di aumentare i nostri sforzi per sviluppare un approccio all'economia digitale incentrato sull’uomo, che tenga conto dei bisogni e delle prospettive di gruppi tradizionalmente vulnerabili.

Le politiche possono sostenere lo sviluppo, lo spiegamento e la diffusione delle tecnologie in tutta l'economia e promuovere ulteriori investimenti per la digitalizzazione in hardware, software, beni immateriali complementari, conoscenze e ricerca e sviluppo (R&S). Sono necessari investimenti nel capitale umano, nello sviluppo delle capacità, nell'alfabetizzazione digitale e nelle competenze, per permettere a lavoratori, manager e imprenditori di adattarsi alla digitalizzazione e alle nuove forme di occupazione. I nuovi modelli di business rappresentano sia un'opportunità che una sfida, in particolare per le MPMI esistenti, che non sono nate digitali. Per facilitare il cambiamento, le azioni politiche possono promuovere gli ecosistemi di innovazione, la stabilità delle catene di approvvigionamento, le start-up innovative e la collaborazione tra attori pubblici e privati per un’efficace individuazione e condivisione delle informazioni sulle tecnologie, promuovendo, al contempo, un uso responsabile e centrato sulla persona delle nuove tecnologie e favorendo nuovi modelli di business.

Riconosciamo l'importanza dell'innovazione guidata dai dati e la crescente domanda di dati in tutta la società. Sistemi di governo dei dati coerenti e responsabili, che guidino il riutilizzo e la condivisione dei dati, dovrebbero garantire la fiducia e la sicurezza, la privacy, la protezione dei dati personali e la protezione e l'applicazione dei diritti di proprietà intellettuale, tenendo conto delle differenze negli ordinamenti giuridici nazionali. Ciò potrebbe essere accompagnato da politiche che promuovono gli investimenti in infrastrutture e architetture di dati con ricadute positive sull’industria e sulla società. Una maggiore disponibilità di dati pubblici, aperti e accessibili potrebbe aiutare ad incoraggiare l'innovazione, in particolare tra le MPMI.

Le tecnologie digitali possono contribuire alla transizione verso lo sviluppo sostenibile e giocare un ruolo chiave nell’aiutare le industrie a proteggere l'ambiente, migliorare i processi, migliorare l'efficienza energetica e gestire e ridurre l'uso dei materiali. Allo stesso tempo, devono essere affrontati gli impatti negativi sull’ambiente che alcune tecnologie digitali, consumando una quantità significativa di energia e risorse, possono creare.

La sicurezza nell'economia digitale è un fattore abilitante fondamentale. Le aziende dovrebbero rafforzare la sicurezza delle loro infrastrutture, dei processi digitali, dei prodotti e dei servizi in tutta la catena di approvvigionamento. Le minacce alla sicurezza possono compromettere il processo di innovazione e rallentare l'adozione di nuove tecnologie, in particolare da parte delle MPMI. Le violazioni dei dati possono minare la fiducia delle persone nelle organizzazioni e nella tecnologia. Nel contesto dell’economia digitale, l'azione politica dovrebbe creare una cultura della sicurezza e incoraggiare le aziende a garantire il dovere di diligenza (duty of care), includendo, tra gli al

Azioni come l'uso di standard basati sul consenso e la loro applicazione rafforzano l'industria della sicurezza TIC, schemi di certificazione della sicurezza TIC basati sul rischio, la formazione dei lavoratori, la sensibilizzazione dei manager e il rafforzamento delle collaborazioni tra industria e centri di ricerca, contribuiscono a un ambiente digitale sicuro sia per le grandi aziende che per le MPMI. È anche importante sensibilizzare i cittadini sui rischi di sicurezza associati alla trasformazione digitale e alla transizione verso l’economia digitale, creando così fiducia e sicurezza nell'uso delle TIC e delle tecnologie digitali.

Guardando avanti e basandoci sulle nostre politiche, noi, Ministri del Digitale del G20, ci impegniamo a rafforzare le nostre azioni e politiche per la digitalizzazione della produzione e a rafforzare la cooperazione internazionale, al fine di promuovere e accelerare una ripresa forte, resiliente, sostenibile e inclusiva, in un modo che tutti possano beneficiarne.

Accogliamo con favore il Forum multi-stakeholder sulla trasformazione digitale della produzione per la crescita sostenibile, tenutosi a giugno 2021, che ha contribuito ad approfondire il dialogo e ha fornito messaggi chiave per la trasformazione digitale nel sistema produttivo per la crescita sostenibile, fornendo indicazioni su come accelerare la digitalizzazione e favorire l'inclusività delle MSME.

ii. Utilizzare l'intelligenza artificiale basata sulla fiducia per l'inclusione delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) e la promozione delle startup.

Riaffermiamo la nostra volontà di implementare l'Intelligenza Artificiale (IA) affidabile e di impegnarci in un approccio incentrato sull'uomo, come deciso nel 2019 sotto la Presidenza giapponese del G20, guidati dai Principi IA del G20, tratti dalle raccomandazioni dell'OCSE sull'IA. Ci baseremo sugli esempi di politiche nazionali per portare avanti i principi del G20 in materia di IA, lanciati nel 2020 sotto la Presidenza saudita del G20.

L'adozione dell'IA da parte delle imprese, in generale, è ancora bassa e rimangono divari significativi tra le grandi imprese e le MPMI nello sviluppo e nell'uso delle tecnologie IA, in particolare nei paesi in via di sviluppo. Anche la presenza di start-up nel settore IA nei paesi del G20 e la rappresentazione di genere degli imprenditori differiscono notevolmente. Le start-up innovative hanno il potenziale per sviluppare applicazioni di IA, per generare nuove idee e per sfruttare le opportunità di scalabilità. Le MPMI possono beneficiare in molti modi diversi delle opportunità offerte dall'IA, ad esempio consentendo l'innovazione e rafforzando la produttività o cambiando i loro modelli di business e le pratiche interne, oltre a migliorare l'efficienza dei modelli esistenti.

Nella progettazione delle nostre politiche, consideriamo le esigenze specifiche delle MPMI e delle start-up, per l'attuazione di un'IA affidabile che sia incentrata sull'uomo, equa, trasparente, robusta, responsabile, sicura e che protegga la privacy, in modo da incoraggiare la concorrenza, l'innovazione, la diversità e l'inclusione.

Riconosciamo la necessità di rafforzare le capacità delle MPMI per quanto riguarda l'IA, compresa la loro capacità di utilizzare i dati, l'accesso ai finanziamenti, le opportunità di condivisione, nonché la costruzione di una forza lavoro di talento e qualificata. Le politiche potrebbero favorire l'accesso alla tecnologia e alle reti dell'IA e la collaborazione tra le grandi imprese e le MPMI, così come l'accesso delle start-up agli appalti pubblici innovativi.

Un ambiente imprenditoriale favorevole all'IA può essere promosso attraverso politiche, linee guida, standard e regolamenti per l'IA favorevoli alle MPMI e facendo affidamento su approcci normativi agili relativi all'IA, compreso l'uso di sandbox normativi che possono favorire sperimentazioni e IA responsabile, combinando sicurezza, sostenibilità sociale e protezione rafforzata della proprietà intellettuale a favore dell’innovazione.

Al fine di aumentare la nostra conoscenza degli approcci e delle pratiche esistenti, accogliamo con favore gli

Esempi di politiche dei G20 su come migliorare l'adozione dell'IA da parte delle MPMI e delle start-up

(Allegato 1). Crediamo nell'importanza della cooperazione internazionale per promuovere l'inclusione delle MSME attraverso la condivisione delle conoscenze e l'apprendimento reciproco e ci impegniamo a promuovere ulteriormente l'implementazione dei principi del G20 sull'IA in futuro.

iii. Misurazione, pratica e impatto dell'economia digitale

Riconoscendo il lavoro svolto sotto le precedenti Presidenze del G20 e dando seguito alla tabella di marcia del G20 verso un quadro comune per la misurazione dell'economia digitale, sviluppato durante la Presidenza saudita, incoraggiamo una migliore misurazione dell'economia digitale e il confronto in corso sugli aspetti dinamici di questo tema per sostenere lo sviluppo di politiche basate sull’evidenza.

Sosteniamo un dialogo inclusivo e multi-stakeholder alla misurazione e riconosciamo i contributi forniti durante il workshop di esperti del G20 del febbraio 2021 sulla misurazione dell'economia digitale. Una maggiore cooperazione statistica e la condivisione di esperienze tra gli uffici statistici nazionali (NSO) dei paesi del G20, così come con le OI e altre parti interessate, è essenziale per delineare e migliorare la misurazione dell'economia digitale, anche in aree prioritarie come l'integrazione dell'economia digitale nelle statistiche macroeconomiche, l'analisi del valore dei dati, l'intelligenza artificiale e il divario digitale , specialmente il divario di genere e le cause sottostanti.

Crediamo che la misurazione dell'IA, in particolare la sua diffusione, il suo impatto nell'economia e la comparabilità internazionale degli indicatori sull'IA debba essere migliorata. Poiché l'IA rimane un insieme di tecnologie in rapida evoluzione, che richiede una certa flessibilità negli approcci, incoraggiamo un'ulteriore condivisione delle esperienze tra i paesi e le organizzazioni internazionali per progredire.

Prendiamo nota della mancanza di dati comparativi e di studi sul divario digitale di genere, e della necessità di un quadro più completo delle sfide politiche correlate, comprese le considerazioni intersezionali. Migliorare la misurazione può aiutare a modellare e sostenere la discussione politica sul ruolo delle donne nell'economia digitale. Chiediamo uno stretto coordinamento per promuovere una guida statistica e passare da misure di risultato del divario digitale di genere all'analisi dei fattori abilitanti e disabilitanti.

A tal fine, riconosciamo l'importanza di sviluppare solide infrastrutture statistiche, anche attraverso indagini statistiche dedicate, quadri giuridici e tecnici nazionali e internazionali appropriati per l'accesso e l'uso dei dati, proteggendo al contempo i dati personali e la privacy, il rafforzamento delle capacità degli uffici statistici nazionali nell'utilizzo di dati collegati, una maggiore disponibilità di dati aperti, e una maggiore collaborazione con il settore privato e le parti interessate, anche per esplorare fonti alternative di dati e pratiche di raccolta dati.

Riaffermiamo che la Roadmap 2020 può contribuire a garantire che la misurazione dell’economia digitale rimanga una priorità nei paesi del G20 e nelle organizzazioni internazionali e che risorse adeguate siano destinate alla sua attuazione. Apprezziamo il valore della condivisione di buone pratiche, anche in relazione al monitoraggio degli sviluppi dell'economia digitale al di fuori del G20 stesso.

iv. Consapevolezza e protezione dei consumatori nell'economia digitale globale

Dal 2017, i Ministri del G20 hanno prestato attenzione alla protezione dei consumatori nell'economia digitale e nel 2018 in Argentina è stato lanciato il Toolkit per la protezione dei consumatori digitali.

Una maggiore e migliore trasparenza nei mercati digitali dovrebbe affrontare non solo le asimmetrie nelle transazioni individuali, ma anche promuovere la consapevolezza e il potenziamento delle capacità (empowerment) dei consumatori, al fine di far svolgere ai consumatori un ruolo attivo nel plasmare lo sviluppo economico sostenibile.

Facendo tesoro dei precedenti risultati del G20 e dato il forte aumento delle transazioni online e del commercio elettronico durante la pandemia, ci impegniamo ad agire per incrementare la sensibilità, le capacità e l’educazione dei consumatori, anche attraverso programmi di alfabetizzazione digitale, con l'obiettivo di prevenire i danni ai consumatori e garantire la protezione dei consumatori per quanto riguarda la qualità e la sicurezza dei prodotti, la privacy e la protezione dei dati personali, e le pratiche commerciali sleali, con particolare attenzione ai consumatori vulnerabili. Riconosciamo l'importanza della ricerca e dell'intervento nel campo della protezione dei consumatori nell'economia digitale al fine di prevenire le implicazioni dannose dello sviluppo tecnologico per i cittadini e per stare al passo con l'evoluzione tecnologica.

Promuoviamo una più forte cooperazione internazionale tra le autorità di protezione dei consumatori e iniziative di impegno e coordinamento multistakeholder e riconosciamo il valore degli sforzi internazionali in corso come il Global Recalls Portal dell'OCSE e altri strumenti e linee guida esistenti per proteggere i consumatori.

Accogliamo con favore il Forum multistakeholder sulla consapevolezza dei consumatori, la protezione e la blockchain per la tracciabilità nell'economia digitale, tenutosi a maggio 2021, e l'invito a promuovere una crescente cooperazione internazionale e lo scambio di pratiche, per far avanzare la protezione dei consumatori come mezzo per sostenere la crescita dell'economia digitale. Speriamo che simili opportunità di consultazione ampia e aperta in questo campo continuino regolarmente nei prossimi anni.

La Blockchain nelle catene globali del valore: Raccolta G20 di Pratiche ed Esempi, sviluppata dalla Presidenza come esito del Forum, ha indicato che l'uso delle tecnologie di registro distribuito (DLT), come la blockchain, nelle catene globali del valore, ha la possibilità di offrire maggiore trasparenza e responsabilità per i consumatori. Tuttavia, le aziende, soprattutto le PMI, devono affrontare particolari ostacoli nell'adozione di soluzioni basate sulle DLT. L'analisi in oggetto ha identificato le opportunità offerte, così come le sfide esistenti nell'uso delle DLT, in particolare nei paesi in via di sviluppo, e può contribuire a far luce sulle esperienze e le pratiche di paesi del G20, OI, imprese e altri stakeholder.

v. Tutela ed Empowerment dei bambini nell'ambiente digitale

Siamo lieti di includere la tutela e il rafforzamento (empowerment) dei bambini nell'ambiente digitale per la prima volta tra le priorità del G20 Economia digitale.

Riconosciamo che l'ambiente digitale offre molteplici opportunità per i bambini, compreso il sostegno alla loro istruzione, la valorizzazione della creatività, il sostegno alle libertà civili, l'offerta di opportunità sociali e culturali, l'intrattenimento e il contributo alle esperienze off-line.

Allo stesso tempo, l'ambiente digitale è complesso, soggetto a una rapida evoluzione e ha la capacità di plasmare e rimodellare la vita dei bambini in vari modi, anche in età adulta. L'aumento dell'uso delle tecnologie digitali, specialmente durante la pandemia di COVID-19, espone i bambini a uno spettro di rischi ai quali i bambini potrebbero essere più vulnerabili degli adulti, compresi i contenuti dannosi e illegali, il rischio di contatto e di condotta, nonché i rischi relativi ai bambini come consumatori, la sicurezza dei prodotti, i diritti umani, la sicurezza, la protezione dei dati personali e la privacy.

I rischi precedentemente esistenti, come il cyberbullismo e l’adescamento online, hanno cambiato natura e persistono, e possono avere serie implicazioni sul benessere mentale e fisico dei bambini. L'abbondanza di informazioni e dati personali elaborati e condivisi nell'uso di internet, dei dispositivi mobili e dei media, anche attraverso le tecnologie digitali emergenti, come l'IA e l'Internet delle cose, espone i bambini a maggiori e complessi rischi per la privacy. La pandemia di COVID-19 ha esacerbato questi rischi.

Sottolineiamo la responsabilità condivisa delle diverse parti interessate, in particolare i fornitori di servizi e prodotti digitali, tra cui governi, aziende, genitori, tutori, società civile, affidatari, gruppi rappresentativi e i bambini stessi, nella creazione di un ambiente digitale che sia in grado di rafforzare e tutelare i bambini.

Crediamo che le aziende che forniscono piattaforme per la condivisione di contenuti, o che forniscono servizi per i bambini, o spazi online, tra cui, ma non solo, giochi online, piattaforme di social media e strumenti e servizi che possono essere utilizzati dai bambini, dovrebbero dare priorità alla protezione e alla privacy dei bambini nella erogazione dei loro servizi e fornire misure di sicurezza, compresa la sicurezza dei bambini in base all'età e la privacy by-design, nello sviluppo di prodotti e servizi per garantire che i bambini siano protetti da contenuti e attività illegali e dannosi.

Attraverso un approccio proattivo e multi-stakeholder, promuoviamo un ambiente digitale sicuro, inclusivo, trasparente e benefico per i bambini, contenuti online adeguati all'età e di alta qualità, e la consapevolezza e la responsabilizzazione dei bambini e dei loro genitori, tutori, assistenti e affidatari.

Ricordando l'importanza fondamentale della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del bambino, riconosciamo l'importante lavoro svolto in sedi internazionali governative e non governative in questo settore, tra cui le Linee guida dell’ITU 2020 sulla protezione online dei bambini. Ci impegniamo per la tutela e il rafforzamento dei bambini nell'ambiente digitale, sulla base dei Principi generali del G20 per la tutela e il rafforzamento dei bambini nell'ambiente digitale (Allegato 2), che non sono vincolanti e che sono tratti dalla raccomandazione dell'OCSE sui bambini nell'ambiente digitale.

vi. Incoraggiare l'innovazione per le città e le comunità intelligenti

Nel 2019 l'iniziativa Global Smart Cities Alliance è stata lanciata dalla Presidenza giapponese del G20, che ha sottolineato il ruolo delle piattaforme urbane digitali interoperabili, basate su standard e aperte. Nel 2020 la Presidenza saudita del G20 ha accolto le pratiche di mobilità intelligente del G20 e ha incoraggiato l'integrazione di altri elementi di città e comunità intelligenti.

Il settore pubblico, come grande consumatore di beni e servizi, ha un notevole potere come motore della domanda ed è adatto a incoraggiare l'innovazione basata su sicurezza, trasparenza, resilienza, privacy, partecipazione dei cittadini, efficienza, neutralità tecnologica e interoperabilità. Gli appalti pubblici rappresentano un'opportunità importante per favorire la transizione digitale e sostenibile delle città, consentendo la modernizzazione dei servizi pubblici con soluzioni più convenienti, migliorando la qualità della vita dei nostri cittadini e permettendo alle PMI di partecipare alle catene del valore digitali.

Gli appalti pubblici possono contribuire a promuovere l'innovazione per le città intelligenti, consentendo la modernizzazione dei servizi pubblici e delle infrastrutture. Allo stesso tempo, le città intelligenti hanno dimostrato di essere difficili da implementare a causa della loro natura grande e versatile. Quindi, sottolineiamo l'importanza di costruire capacità adeguate nei settori governativi per procurare e gestire adeguatamente soluzioni digitali basate su standard aperti per le città intelligenti. Migliorare il benessere nelle nostre città è di cruciale importanza e riaffermiamo il nostro impegno negli sforzi internazionali e nella condivisione di pratiche tra i paesi del G20 per promuovere ulteriormente il dialogo sulle città intelligenti, comprese le pratiche sui metodi partecipativi, che consentono approcci più inclusivi e olistici verso lo sviluppo delle città intelligenti.

Pertanto, accogliamo con favore il Rapporto della Presidenza italiana sulle Pratiche G20 in materia di appalti pubblici innovativi per le città e le comunità intelligenti, come strumento per aumentare e condividere le nostre conoscenze.

vii. Connettività e inclusione sociale

Sulla base dei risultati ottenuti dal G20 nel corso degli anni, riaffermiamo il nostro impegno a colmare i divari di connettività e incoraggiamo l'obiettivo di promuovere l'accesso universale ed economico alla connettività per tutti entro il 2025.

Di fronte a un'accelerazione digitale senza precedenti e a un futuro in cui le tecnologie digitali saranno ancora più essenziali per il lavoro, l'istruzione, la salute, i servizi governativi e le interazioni sociali, crediamo che sia della massima importanza garantire una connettività universale, sicura, accessibile e conveniente per tutti.

La disponibilità di servizi digitali di alta qualità basati su un'infrastruttura sicura e resiliente, compresa la connettività digitale ad alte prestazioni, sarà fondamentale per il futuro: la connettività riduce al minimo le interruzioni della forza lavoro, supporta l'apprendimento e il lavoro online, consente l'accesso ai servizi pubblici, ai sistemi sanitari intelligenti, rafforza la coesione territoriale e promuove programmi di aggiornamento e riqualificazione del lavoro per tutti e ovunque, per preparare la forza lavoro al futuro.

Riconosciamo l'importanza di promuovere la diffusione e l'applicazione delle tecnologie digitali incentrate sull'uomo e sull'inclusione, aumentando l'accesso al digitale e promuovendo soluzioni digitali per tutti, tenendo conto delle ulteriori barriere affrontate dai gruppi vulnerabili e sottorappresentati, comprese, tra l'altro, le persone con disabilità e gli anziani e tenendo conto delle aree scarsamente servite, comprese le zone remote e rurali.

Riconosciamo l'importanza di aumentare le competenze digitali e l'alfabetizzazione digitale, anche in ambienti urbani, remoti e rurali o ambienti di esilio e la necessità di una forza lavoro digitale diversificata. Questo permetterà ai cittadini di avere uguale accesso a servizi più efficienti, i consumatori godranno di più scelte e le imprese esploreranno più opportunità e mercati. L'uso delle TIC e delle tecnologie digitali così come le competenze digitali sono un fattore chiave per offrire molteplici opportunità di uguaglianza di genere e di inclusione sociale.

Crediamo che una maggiore collaborazione e scambio di pratiche a livello internazionale e l'interazione con le parti interessate possano contribuire ai nostri obiettivi di connettività e inclusione sociale. In un dialogo aperto tra i paesi del G20, le OI e altre parti interessate, in occasione del Forum sulla connettività e l'inclusione sociale, tenutosi ad aprile 2021, abbiamo affrontato temi cruciali come: promuovere l'innovazione, la crescita e l'inclusione attraverso la connettività; affrontare le sfide globali attraverso la connettività; condividere le migliori pratiche sulla connettività per tutti.

Crediamo che ci sia la necessità di stimolare i finanziamenti e ottimizzare il mercato interno per attrarre investimenti in infrastrutture digitali e accogliamo con favore gli sforzi dei Ministri delle Finanze del G20 e dei Governatori delle Banche Centrali in questa direzione, in particolare concentrandosi su questo tema nel lavoro del gruppo di lavoro sulle infrastrutture del G20.

viii. Flusso libero di dati basato sulla fiducia e flusso di dati internazionali

Nel 2020, i Ministri dell'economia digitale hanno riconosciuto le opportunità e le sfide del flusso libero di dati basato fiducia e dei flussi di dati internazionali e la necessità di affrontare queste sfide, come quelle relative alla privacy, alla protezione dei dati, ai diritti di proprietà intellettuale e alla sicurezza, in conformità con i pertinenti quadri giuridici applicabili, ivi incluso individuando i punti in comune tra gli approcci e gli strumenti esistenti per consentire il flusso di dati attraverso le frontiere sulla base della fiducia. In questo contesto, avendo come base e riconoscendo il lavoro e i risultati delle Presidenze giapponese e saudita, riconosciamo il lavoro dell'OCSE sul Mapping Commonalities in Regulatory Approaches to Cross-border Data Transfers che identifica i "punti in comune, le complementarità e gli elementi di convergenza"2 tra diversi approcci. Tali punti in comune possono favorire la futura interoperabilità.

GOVERNO DIGITALE

Con l'accelerazione della trasformazione digitale, i governi, ad ogni livello dell’amministrazione, non devono agire esclusivamente come facilitatori e regolatori di questa transizione, ma anche trasformare il loro modo di operare e di servire la società nel suo insieme. Il crescente uso di servizi digitali da parte dei cittadini, in particolare durante la crisi COVID-19, ha aumentato le aspettative dei cittadini e richiede al settore pubblico di raggiungere nuovi livelli di efficienza nel fornire servizi pubblici digitali inclusivi e facilmente accessibili, e proattivi che mettono al centro le persone.

Un "governo pienamente digitale" non è semplicemente digitalizzato, ma deve fornire ai cittadini e alle imprese servizi digitali proattivi, incentrati sull'uomo e orientati all'utente, sicuri, di facile utilizzo e accessibili a tutti, comprese le persone con disabilità, gli anziani, le comunità che vivono in aree remote e rurali, e tutti i gruppi vulnerabili.

In questo senso, la digitalizzazione dei governi deve mirare a un miglioramento dei servizi per tutte le imprese e i cittadini, pur mantenendo e garantendo l'accesso ai servizi pubblici anche in forme tradizionali.

La trasformazione digitale dei governi, quindi, non deve portare a escludere imprese e cittadini che non desiderano o non hanno la possibilità di utilizzare i servizi pubblici digitali; per tale motivo questo i servizi pubblici tradizionali devono rimanere disponibili.

Allo stesso tempo, il governo digitale deve favorire la protezione dei dati personali e della privacy di cittadini e imprese, al fine di creare un clima di fiducia.

ix. Strumenti digitali per i servizi pubblici e la loro continuità

Riconosciamo l'importanza dei Principi G20 sul governo digitale del 2018, sviluppati sotto Presidenza argentina

regiudizi degli algoritmi. Un’attenzione particolare dovrà essere prestata al superamento di tutti i tipi di divario digitale.

Accogliamo con favore il Compendio G20 sull’uso degli strumenti digitali per assicurare la continuità nei servizi pubblici, redatto in collaborazione con l'OCSE, che raccoglie pratiche a livello nazionale e internazionale su come le tecnologie digitali e i dati hanno garantito la fruibilità dei servizi pubblici durante l’emergenza da COVID-19, dando un contributo alla ripresa. Ci impegniamo a continuare i nostri sforzi, con il sostegno di tutte le organizzazioni internazionali competenti, per garantire la qualità di questi servizi, la loro accessibilità per tutti, in particolare per le persone con disabilità e gli anziani, e per sviluppare le competenze necessarie dei nostri dipendenti pubblici. Continueremo a lavorare per una raccolta di soluzioni pratiche per guidare la realizzazione - a tutti i livelli della pubblica amministrazione - di servizi pubblici integrati basati sui diritti, incentrati sull'uomo, guidati dall'utente, trasparenti, sicuri, resilienti, proattivi, etici e inclusivi. Riaffermiamo l'importanza di adottare un processo partecipativo e inclusivo, che prevede il coinvolgimento delle organizzazioni della società civile, del mondo accademico e delle diverse parti interessate. Infine, riconosciamo il ruolo dell'open source nel settore pubblico come uno dei motori dell'innovazione e un potenziale strumento per promuovere la cooperazione internazionale.

x. Identità Digitale

Riconosciamo che le soluzioni di identità digitale facili da usare, affidabili, sicure, e portabili che garantiscono la privacy e la protezione dei dati personali, possono consentire agli Stati membri del G20 di soddisfare le esigenze e le aspettative degli utenti del settore pubblico e privato e possono, ad esempio, migliorare l'accessibilità alle prestazioni sociali. Prendiamo nota del fatto che, durante la pandemia, l'adozione dell'identità digitale per consentire l'accesso ai servizi del settore pubblico e di quello privato ha subito un’accelerazione. Sosteniamo soluzioni tecniche basate sul libero consenso, specifico e informato degli utenti e proteggiamo la privacy e i dati personali dei cittadini, all'interno dei quadri normativi applicabili a livello nazionale. Riconosciamo che la fornitura di servizi governativi tramite identità digitale non dovrebbe sostituire completamente altri mezzi di accesso ai servizi, e che i cittadini devono poter acconsentire con piena consapevolezza all'uso dell'identità digitale. Sebbene la connettività rimanga il principale fattore abilitante, riconosciamo il contributo che le soluzioni di identità digitale possono apportare nel sostenere i paesi verso il raggiungimento dell'obiettivo 16.9 di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite: "fornire un'identità legale per tutti".

Accogliamo con favore l'opportunità di sostenere il dialogo internazionale sull'identità digitale condividendo pratiche, anche attraverso la Raccolta di pratiche G20 sull’identità digitale, sviluppata in collaborazione con l'OCSE, e raccogliendo esperienze di identità digitale interoperabile, portabile e riutilizzabile come strumento in grado di trasformare le capacità dei cittadini di accedere tempestivamente ai benefici e ai servizi cui hanno diritto.

Riteniamo che un simile esercizio di apprendimento possa fornire utili spunti per lo sviluppo e il miglioramento degli schemi nazionali di e-ID e contribuire alle discussioni future per incoraggiare l'armonizzazione degli standard e della regolamentazione sull'identità digitale come fattore determinante per raggiungere l'interoperabilità tra piattaforme e sistemi diversi, mantenendo un’adeguata protezione dei dati e della privacy degli utenti. Continueremo a lavorare per trovare soluzioni tecnologiche per assicurare l’identità digitale in contesti in cui l’accesso a internet è limitato, inclusi scenari umanitari e di emergenza.

xi. Regolamentazione Agile

La digitalizzazione e l'innovazione tecnologica stanno ponendo nuove sfide in termini di governance e regolamentazione ai governi di tutto il mondo. Dobbiamo stare al passo con questa nuova realtà per sostenere la crescita e l'innovazione, tenendo conto di tutte le parti interessate, prevenendo i rischi etici e proteggendo i nostri cittadini, i nostri valori fondanti e il pianeta. Dobbiamo garantire che l'innovazione che contribuirà ad alimentare la crescita economica e ad affrontare le grandi sfide sociali e ambientali più urgenti, sia attuata da quadri normativi e di governance adeguati all'era digitale.

Notiamo che diverse azioni sono già state intraprese dai membri del G20 e paesi ospiti, per rendere i quadri normativi più agili, flessibili e resilienti attraverso lo sviluppo di soluzioni sperimentali come i “regulatory sandboxes”, approcci anticipatori, utilizzo multi-stakeholder di linee guida e standard, e promozione di iniziative internazionali. Prendiamo atto dell'invito ad aderire alla rete intergovernativa dell’ “Agile Nations”. Prendiamo nota che la regolamentazione agile non deve trascurare i diritti di nessuno.

Riconosciamo il contributo dell’Indagine sulla regolamentazione agile nei Paesi G20 e il lavoro dell'OCSE per lo sviluppo dei “Principi e raccomandazioni di policy per una governance normativa agile per favorire l'innovazione”, supportato e accompagnato dal lavoro di altre organizzazioni internazionali, compresa l'iniziativa globale di UNIDO di previsione tecnologica e il “Global ICT Regulatory Outlook 2020” dell'ITU. Accogliamo con favore la condivisione di buone pratiche e approcci comuni al fine di promuovere quadri normativi e di governance più agili per facilitare l'innovazione.

PROSSIMAMENTE

Continueremo a lavorare verso la digitalizzazione per una ripresa resiliente, forte, sostenibile e inclusiva e riconosciamo il ruolo e il contributo dei gruppi di impegno, delle OI e di altre parti interessate.

Accogliamo con favore la proposta dell'Indonesia, la prossima Presidenza del G20, di continuare i lavori e la discussione, sulla base di questa dichiarazione, sulle misure di recupero post-COVID-19, sulle competenze digitali e l'alfabetizzazione, oltre a continuare la discussione sul libero flusso di dati con fiducia e il flusso di dati internazionali.

Siamo grati a coloro che hanno contribuito al lavoro della task force sull’economia digitale (DETF) del G20 nel 2021, che ha riunito tutti i membri del G20, così come i paesi ospiti del G20 2021, vale a dire Brunei Darussalam come presidente dell'Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN), Repubblica Democratica del Congo come presidente dell'Unione Africana (UA), Paesi Bassi, Ruanda come presidente del New Partnership for Africa's Development (NEPAD), Singapore, e l’ospite permanente del G20, Spagna.

Vorremmo anche ringraziare UNIDO, UNCTAD, UNESCO e OCSE come partner della conoscenza nel 2021, così come FAO, ITU, UNECE, UNHCR, UNSD, e WORLD BANK, i gruppi di impegno B20, C20, L20, T20, W20, Y20, e altri rappresentanti di imprese e società civile che hanno contribuito al dialogo.

Sulla base della discussione iniziata nel 2020 sotto la Presidenza saudita e riconoscendo il ruolo crescente e permanente dell'economia digitale per la nostra economia e società, accogliamo con favore la trasformazione della task force sull’economia digitale nel gruppo di lavoro sull’economia digitale (DEWG). Il DEWG lavorerà sulla base dei Termini di riferimento del gruppo di lavoro sull'economia digitale del G20 (Allegato 3), e si riunirà almeno due volte all'anno, sulla base di un'agenda decisa dalla Presidenza.

ESEMPI DI POLITICHE G20 SU COME MIGLIORARE L'ADOZIONE DELL'IA DA PARTE DELLE MPMI E DELLE START-UP

Aumentare le capacità delle MPMI per l'IA

Le MPMI hanno bisogno di risorse e capacità strategiche per sviluppare e adottare l'innovazione, compresa l'IA. Tra gli altri, competenze, finanziamenti e i beni immateriali (ad esempio dati, tecnologia e reti) sono fondamentali per l'IA, e spesso di più difficile accesso e sfruttamento per le imprese più piccole.

Aumentare la consapevolezza e migliorare l'accesso al talento e alle competenze

Lo sviluppo e l’utilizzo dell'IA nelle imprese richiede la consapevolezza delle possibilità e delle opportunità offerte dall'IA, così come delle sfide che essa pone, in particolare per i paesi in via di sviluppo. Imprenditori e manager dovrebbero essere informati e avere una buona comprensione di ciò che i sistemi di IA possono o non possono fare, così come per quale tipo di funzione l'IA può essere più utile per integrare le capacità umane, comprese le sfide che pone.

Le MPMI dovrebbero anche essere informate sull'approccio generale all'IA che i membri del G20 sostengono, come indicato nei Principi AI del G20.

I lavoratori dovranno acquisire le competenze per lavorare con l'IA ed essere incentivati a provare nuovi modi di lavorare con la tecnologia. Competenze specializzate in IA sono richieste anche dalle MPMI, per sviluppare beni e servizi basati sull’IA, e per sostenere lo sviluppo di un mercato della conoscenza competitivo legato all'IA.

Infatti, lo sviluppo e la promozione dei talenti è fondamentale per il successo delle MPMI e delle start-up innovative e per una crescita inclusiva e sostenibile e richiede un'istruzione multidisciplinare di alta qualità, che includa le scienze STEM, sociali e umane. Questo punto è centrale anche per assicurare lo sviluppo di un'IA antropocentrica e affidabile e per affrontare la mancanza di start-up guidate da donne nei settori tecnologici e il divario generale di genere nei campi STEM, oltre ad altri gruppi sottorappresentati.

Esempi di politiche per affrontare queste sfide includono:

• Sensibilizzare gli imprenditori e i manager, gli amministratori delegati e i lavoratori delle MPMI sui benefici dell'IA e sulla gestione dei dati nelle pratiche aziendali e diffondere la cultura dello sviluppo e dell'uso responsabile dell'IA, per esempio attraverso nuove linee guida specifiche per le MPMI che considerino le MPMI come produttori, fornitori di servizi e utenti delle tecnologie IA.

• Favorire la dotazione di diversi insiemi di competenze necessarie per sviluppare, adottare e lavorare con l'IA, da parte di diversi tipi di imprenditori e lavoratori, ad esempio sostenendo gli investimenti nell'istruzione, nelle competenze e incoraggiando la partecipazione delle MPMI a programmi di formazione, sfruttando meglio i flussi di competenze e talenti tra le MPMI e le istituzioni accademiche.

Accesso ai dati

L'accesso ai dati sprigiona il potenziale dell'IA. Le MPMI tendono ad avere meno risorse per accedere ai dati. Spesso hanno anche meno competenze per trovare, analizzare, sfruttare o valorizzare i dati rilevanti. Anche se possono produrre e gestire un grande volume e una grande varietà di dati, le piccole imprese spesso non hanno la capacità di strutturarli, gestirli e proteggerli, e anche quando ne hanno le capacità, questi dati possono non essere di qualità o quantità adeguata per eseguire analisi pertinenti. Inoltre, avere a che fare con un aumento del volume e della granularità dei dati può esporre le MPMI a un maggior numero di attacchi informatici ai dati, così come possono portare, in caso di uso improprio, a responsabilità giudiziaria delle MPMI. Per affrontare queste sfide, esempi di politiche includono:

  1. Stabilire standard e infrastrutture pubbliche (per esempio centri dati) per alcune categorie di dati rilevanti, per esempio i dati sanitari, di ricerca e di allenamento per i sistemi di IA, per aumentare l'accesso, l'uso e la condivisione dei dati per le MPMI.
  2. Definire meccanismi per incoraggiare l'uso dei dati e la cooperazione tra le grandi imprese e le MPMI e tra le stesse MPMI, ad esempio attraverso schemi di incentivi e collaborazione che affrontino le esigenze di dati in industrie e catene del valore specifiche.
  3. Promuovere la concorrenza nei mercati dei dati, anche attraverso la politica della concorrenza, per fornire condizioni di parità alle MPMI legate all'IA, in particolare per quanto riguarda il costo e le condizioni di accesso ai dati.

Accesso ai finanziamenti

L'adozione e la diffusione dell'IA possono essere costose, soprattutto per le MPMI nei paesi in via di sviluppo. Inoltre, l'adozione e la trasformazione dell'IA potrebbero non produrre benefici immediati, ritardando così i ritorni finanziari per le MPMI. Gli alti costi iniziali e l'incertezza possono aumentare ulteriormente il costo per le piccole imprese di finanziare l'innovazione e l'adozione dell'IA, poiché queste barriere si sommano alle limitate riserve di liquidità e capacità creditizie delle MPMI e alle note difficoltà di accesso a forme appropriate di finanziamento. Le start-up possono risultare ancora più dipendenti dai finanziamenti esterni, a causa della necessità di significativi investimenti iniziali, prima dell’aumento dei ricavi.

Per affrontare queste sfide, esempi di politiche includono:

  1. Migliorare il finanziamento delle MPMI per i beni immateriali legati all'IA (competenze, dati, software, innovazione dei processi, cambiamenti organizzativi), ad esempio condividendo risultati sui costi-benefici dell'IA per diversi i tipi di MPMI, offrendo migliori garanzie sui beni immateriali e sostenendo l'accesso a fonti di finanziamento alternative, come i business angels, il venture capital, l'equity crowdfunding e il private equity.
  2. Fornire schemi pubblici per incoraggiare la partecipazione degli investitori privati al finanziamento degli investimenti in IA nelle MPMI attraverso programmi di iniziativa pubblica e meccanismi di condivisione e mitigazione del rischio con partner privati.
  3. Rafforzare il sostegno pubblico-privato per l'early stage e il venture capital, e facilitare l'uso della proprietà intellettuale da parte di start-up, spin-off e MPMI come garanzia. Gli investimenti in equity nelle start-up potrebbero essere combinati con schemi di sostegno alla R&S (ad esempio, sovvenzioni, crediti d'imposta) all'interno di più ampi schemi di accelerazione innovativi che rafforzano il legame tra ricerca e industria e incoraggiano lo sviluppo tecnologico congiunto tra università, industria e governo.

Accesso alla tecnologia AI e alle reti

Le MPMI tendono ad essere più dipendenti da fonti esterne di conoscenza rispetto alle imprese più grandi. I legami commerciali, per esempio le relazioni acquirente-fornitore, gli accordi di collaborazione e le piattaforme, o l'integrazione nelle catene globali del valore, possono agire come canali che favoriscono lo scambio di dati e conoscenze e, con esse, la diffusione della tecnologia. Tuttavia, le MPMI sono meno integrate nelle reti di innovazione e possono mancare della capacità di assorbimento necessaria per beneficiare dell’effetto spillover dell'IA.

Per affrontare queste sfide, esempi di politiche includono:

  1. Istituire iniziative per aumentare l'adozione dell'IA tra le MPMI, per esempio attraverso intermediari, o attraverso ambienti controllati per l’allenamento, il test e la sperimentazione di sistemi di IA da parte delle MPMI
  2. Migliorare l'offerta e la fornitura di servizi e pratiche relative all'IA da parte delle istituzioni di trasferimento tecnologico, compreso il trasferimento di tecnologie relative all'IA da parte degli istituti di ricerca e di istruzione superiore.
  3. Stabilire infrastrutture di collaborazione legate all'IA e iniziative di open innovation volte ad aumentare i rapporti formali tra gli attori, comprese le MPMI, e a promuovere un ecosistema legato all'IA.
  4. Rafforzare la collaborazione legata all'IA all'interno delle reti di imprese, anche tra le grandi imprese, le multinazionali e le MPMI e perfezionare le pratiche e le politiche. Favorire le relazioni legate all'IA tra le grandi imprese e le MPMI, ad esempio per quanto riguarda l'accesso ai dati o gli accordi relativi alla proprietà intellettuale.
  5. Promuovere l'accesso ad hardware specifico per gli sviluppatori di IA nelle MPMI, anche nei settori e nelle regioni meno avanzati.
  6. Promuovere l'innovazione legata all'IA da parte delle MPMI, ad esempio attraverso concorsi, premi o competizioni. Allo stesso tempo, migliorare gli appalti pubblici relativi all'IA, con l'integrazione delle MPMI nel processo di appalto, ad esempio coinvolgendo una varietà di fornitori di IA, adottando la proporzionalità nei requisiti ed evitando inutili oneri amministrativi.

Un contesto economico favorevole all'IA

Le MPMI sono tipicamente più dipendenti dal loro ecosistema aziendale rispetto alle imprese più grandi e possono dover spesso reindirizzare una parte relativamente maggiore delle loro risorse interne verso funzioni amministrative rispetto ai concorrenti più grandi. Le MPMI, comprese le start-up, sono quindi più vulnerabili a quadri generali deficitari, oneri amministrativi e normativi, infrastrutture deboli, fallimenti del mercato e shock economici. L'IA solleva sfide specifiche per l'ambiente imprenditoriale delle MSME e start-up, comprese quelle relative alle politiche e alle pratiche che supportano l'IA affidabile.

Per affrontare queste sfide, esempi di politiche includono:

  1. Garantire un ambiente commerciale favorevole all'IA, conformemente ai Principi AI del G20, anche attraverso lo sviluppo di linee guida, standard e regolamenti sull'IA favorevoli alle MPMI.
  2. Implementare approcci normativi agili relativi all'IA che considerino le specificità delle MPMI in diversi mercati e industrie, ad esempio attraverso l'uso di sandbox normativi o altri regolamenti flessibili e basati sui risultati che possano combinare sicurezza, sostenibilità sociale e innovazione.
  3. Garantire condizioni paritarie per favorire l'ingresso e la crescita delle start-up in ambito IA e per facilitare dinamiche commerciali pro-competitive nei mercati emergenti dell'IA.

Condividere le pratiche per le MPMI e le politiche per start-up relative all'IA

Sostenere la condivisione delle conoscenze e l'apprendimento reciproco nel G20 e nelle piattaforme internazionali come l'AI Policy Observatory dell'OCSE può contribuire a migliorare i risultati per le politiche delle MPMI relative all'AI e ad alimentare la comprensione del ruolo svolto da diversi attori, tra cui le grandi imprese, le associazioni imprenditoriali, il mondo accademico, i Governi nazionali e locali e le organizzazioni internazionali.

PRINCIPI GENERALI DEL G20 PER LA TUTELA E IL RAFFORZAMENTO DEI BAMBINI NELL'AMBIENTE DIGITALE[3]

Sezione 1. Principi per un ambiente digitale sicuro e benefico per i bambini

1.1 Valori fondamentali

Gli Attori4 coinvolti in tutte le attività riguardanti la partecipazione o l'impegno dei bambini nell'ambiente digitale dovrebbero:

  1. a) Difenderel'interessesuperioredelbambinocomeconsiderazioneprimaria;e

  2. b) Identificare come i diritti dei bambini possano essere protetti e rispettati nell'ambiente digitale e

    adottare misure appropriate per farlo.

1.2 Responsabilizzazione e resilienza

Gli Attori coinvolti dovrebbero adottare misure per sostenere i bambini nella realizzazione e nel godimento dei benefici dell'ambiente digitale:

  1. a) Sostenendo i genitori, i tutori e gli affidatari nel loro ruolo fondamentale di valutazione, minimizzando i rischi di danno e ottimizzando i benefici per i loro figli sia online che offline;

  2. b) Assicurandosi che i bambini e i loro genitori, tutori e affidatari siano consapevoli dei loro diritti nell'ambiente digitale e mettendo in atto meccanismi accessibili per far valere tali diritti, compresi meccanismi di reclamo o ricorsi giuridici;

  3. c) Sostenendo i bambini e i loro genitori, tutori e affidatari nella comprensione:
    i. dei diritti dei bambini come soggetti dei dati; e
    ii. del modo in cui i dati personali dei bambini vengono raccolti, elaborati, condivisi e utilizzati

  4. d) Difendendo e rispettando il diritto dei bambini di esprimere liberamente le loro opinioni e la loro capacità, secondo la loro età e maturità, di partecipare a questioni che li riguardano nell'ambiente digitale;

    e) Rendendo i bambini, così come i loro genitori, tutori e affidatari, consapevoli dei servizi legali, psicosociali o terapeutici disponibili per i bambini che richiedono assistenza come risultato di attività o azioni nell'ambiente digitale, e fornendo l'accesso a tali servizi;

    f) Sviluppando meccanismi per rendere i bambini, i genitori, i tutori e gli affidatari consapevoli delle pratiche commerciali online che possono causare danni ai bambini.

1.3 Proporzionalità e rispetto dei diritti umani

Le misure prese dagli Attori per proteggere i bambini nell'ambiente digitale dovrebbero:

  1. a) Essere proporzionate ai rischi, basati sull'evidenza, efficaci, equilibrate e formulate con l'obiettivo di massimizzare le opportunità e i benefici per i bambini nell'ambiente digitale;

  2. b) Promuovere la libertà di espressione dei bambini e non minare altri diritti umani e libertà fondamentali;

  3. c) Non essere indebitamente punitivo; e

  4. d) Non limitare indebitamente la fornitura di servizi digitali o limitare l'innovazione che può favorire un ambiente digitale sicuro e benefico per i bambini.

1.4 Appropriatezza e inclusione

Nelle loro attività nell'ambiente digitale, gli Attori dovrebbero:

  1. a) Tenere conto delle diverse esigenze dei diversi bambini, prendendo in considerazione la loro età e maturità; e

  2. b) Cercare di garantire che nessun bambino sia più vulnerabile al rischio a causa della sua particolare situazione sociale o economica, e che nessun bambino sia a rischio di essere escluso o discriminato, o possa subire un pregiudizio futuro, a causa di:

  3. una mancanza di accesso digitale o di alfabetizzazione digitale;
  4. accesso digitale o alfabetizzazione digitale inappropriati;
  5. il modo in cui i servizi sono progettati.

1.5 Responsabilità condivisa, cooperazione e impegno concreto

Gli Attori, in vista della loro responsabilità condivisa di fornire un ambiente digitale sicuro e benefico per i bambini, dovrebbero:

  1. a) Impegnarsi e promuovere il dialogo tra le parti interessate, compresi i genitori, i tutori, gli assistenti, gli affidatari e i bambini stessi;

  2. b) Promuovere la cooperazione e l'impegno concreto nell’attuazione delle politiche e nello sviluppo delle pratiche relative ai bambini nell'ambiente digitale, anche attraverso organismi multi-stakeholder e coinvolgendo i bambini;

  3. c) Incoraggiare l'impegno concreto delle imprese e dei fornitori di servizi digitali5 nell’implementazione delle politiche;

Documenti

1 La Versione ufficiale della presente Dichiarazione è in lingua inglese. La traduzione in italiano è una traduzione di cortesia.
2 Disponibile su: https://doi.org/10.1787/ca9f974e-en
3 Questi principi non sono vincolanti. Il presente Allegato si ispira ai principi e alle raccomandazioni contenute nella Raccomandazione dell'OCSE sui bambini nell'ambiente digitale. In linea con tale Raccomandazione, il termine "bambini" si riferisce a ogni individuo di età inferiore ai diciotto anni, riconoscendo che diverse soglie di età possono essere appropriate per fornire alcune protezioni legali.
4 "Attori" si riferisce a tutte le organizzazioni pubbliche e private che svolgono un ruolo attivo nel definire politiche e pratiche o nel fornire servizi per i bambini nell'ambiente digitale.
5 Fornitori di servizi digitali si riferisce a ogni persona fisica o giuridica che fornisce prodotti e servizi, elettronicamente e a distanza.

Source by mise


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