INSALATE A RESIDUO ZERO: produzioni e sostenibilità

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Ottobre
29 2021

INSALATE A RESIDUO ZERO: produzioni e sostenibilità

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Lattuga romana o brasiliana, gentilina, iceberg o lollo… che sia a cespo o cappuccio, a foglia liscia o riccia, di prima o quarta gamma, la musica è sempre la stessa: “bisogna avviare una produzione sostenibile, rispettosa dell’ambiente e della salute” e “il consumatore è sempre più attento al consumo di prodotti con effetto salutistico”. I fatti però parlano chiaro: insalata con nitrati, liquami di varia natura, pesticidi, cadmio, e via di questo passo. E poi c’è tutto un sommerso che ci porterebbe all’orrore.

Si ostentano disciplinari e verifiche ispettive, da tempo si fa un gran parlare di insalate a residuo zero, ma facciamoci subito alcune domande: da quanti anni si coltivano negli stessi terreni le lattughe delle nostre “fresche” insalate? Quanto e quale inquinamento si è accumulato in quei terreni? Nonostante le norme ed i vincoli posti dai disciplinari di produzione, di che cosa effettivamente ci cibiamo?

Non vogliamo certo accusare gli agricoltori ed i tecnici che si prodigano ad applicare le norme, ma occorre essere consapevoli della situazione ambientale a partire da ogni singola persona e soprattutto occorre un’azione immediata, dato che il sistema è una macchina lenta ed arrugginita mossa da sordi, ciechi ed incapaci a cui non interessa nemmeno la propria vita.

Non nascondiamoci dietro a un dito cercando di nascondere la situazione parlando di intelligenza artificiale ed elevati livelli di meccanizzazione, l’obiettivo di vendere ciò che si coltiva con l’uso di immagini colorate ed elenchi delle proprietà salutistiche non ci riabiliterà e servirà soltanto ad accorciare i tempi della bomba ad orologeria sulla quale siamo seduti.

La lattuga, la più desiderata tra gli ortaggi, si coltiva e si mangia in tutto il mondo, però anche il problema dell’inquinamento è mondiale.

BioAksxter® con la sua azione disinquinante depura e rigenera terreni e piante, evitando alterazioni dei processi biologici che gravano sulla resa qualitativa e quantitativa del cibo.

Insalate: sicurezza alimentare e valore nutrizionale

Le insalate dovrebbero essere integre, turgide, tenere e pulite. Dovrebbero avere sapore ed essere ricche di vitamine, proteine e sostanze antiossidanti. Non dovrebbero avere residui antiparassitari.
Invece, questa è la realtà:

  • Le insalate sono tra gli alimenti con maggior residui di pesticidi, altro che tempi di sicurezza tra l’ultimo trattamento degli ortaggi e la raccolta, per ridurre al minimo i rischi per la salute del consumatore. Quanto a Salmonella, Listeria ed Escherichia coli, secondo uno studio dell’Università del Delaware pubblicato su Frontiers in Microbiology, alcuni ceppi hanno sviluppato la capacità di farsi strada all’interno delle verdure a foglia verde, senza mostrare alcun segno di infezione. Nemmeno il lavaggio o altri trattamenti industriali risolverebbe il fenomeno.
  • Le insalate e gli ortaggi da foglia in genere presentano accumuli di nitrati la cui tossicità è dannosa per la salute umana. Queste elevate concentrazioni sono favorite da inadatte condizioni di coltivazione quali il genotipo, la stagione, i livelli di illuminazione, le temperature, i fertilizzanti usati, ma anche la qualità dell’acqua di irrigazione e le condizioni climatiche.

L’uso elevato di azoto nella concimazione porta ad un accumulo dei nitrati, veloce, in quanto i composti azotati sono assorbiti rapidamente da questo tipo di vegetali, con il conseguente superamento dei livelli critici. Critici in quanto la loro presenza causa problemi nell’ossigenazione del sangue. Infatti, i composti azotati si vanno a legare con l’emoglobina compromettendo l’azione antiossidante propria delle lattughe considerata riduttiva nell’insorgenza di malattie quali tumori e cardiopatie.

  • Inoltre, l’azoto utilizzato nella concimazione quando si trasforma in azoto nitrico per effetto del dilavamento, non viene trattenuto dal suolo, ma passa nelle falde acquifere rientrando quindi nella catena alimentare.

Insalate a residuo zero e realtà

I disciplinari di produzione, anche quelli più restrittivi, in realtà non possono offrire le cosiddette “maggiori garanzie ai consumatori nel rispetto dell’ambiente” dato che l’ambiente è letteralmente deteriorato.

La direttiva sui nitrati, ad esempio, riguarda la commercializzazione sul territorio nazionale di lattughe, spinaci ed altri ortaggi a foglia e rientra nei limiti imposti dall’UE nel 2005 con il regolamento, n. 1822. Già nel 1991 la direttiva comunitaria 91/676/CEE della politica ecologica, rivolta alla protezione delle acque da questo tipo di inquinamento, metteva in luce l’incongruenza con la politica agricola comunitaria che riteneva necessario l’impiego di fertilizzanti contenenti azoto e concimi organici. Tuttavia, ad oggi ci si è limitati ad individuare le zone vulnerabili ai nitrati (dove i terreni sono utilizzati ai fini agricoli) e le misure entrate in vigore solo dal 1 gennaio 2021 sono già state rimandate al 2022.

Che dire allora della decantata dolcezza, acidità e astringenza degli ortaggi da foglia, delle novelle foglioline imbustate, le baby leaf risparmio di tempo in cucina… e di vita? Sono prodotte in serre protette da film plastici a favorire il contenuto di nitrati, dove i terreni sono saturi di input e l’acqua di irrigazione tirata su dalla falda è già satura di altri nitrati. Che dire dei valori nutrizionali delle produzioni fuori suolo, considerate pesticide-free e garanti di un ambiente decontaminato, ma “fatte” di nutrienti chimici disciolti nell’acqua?

Dove è finita la produzione biologica vegetale fatta di piante nutrite attraverso l’ecosistema del suolo

Programmi d’azione o colpe?

Oggi la realtà ci consegna un quadro a dir poco preoccupante, considerato il crescente inquinamento a carico di tutte le matrici ambientali (terra, acqua, aria) e l’interazione e ricombinazione delle molecole contaminanti.

Di cosa dobbiamo preoccuparci? Dei programmi d’azione o della veridicità delle garanzie offerte dai produttori?

Non è più un problema di colpe, dato che siamo tutti sulla stessa barca… ora godiamoci l’effetto dei cambiamenti climatici da un lato e dall’altro, volendo, la tecnologia di BioAksxter® in grado di mitigarli, proprio disinquinando.


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Source by Silvana_Zambanini


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