Rogo di Livorno: simbolo europeo della nuova oppressione contro i Rom

Domenica
15:12:49
Ottobre
07 2007

Rogo di Livorno: simbolo europeo della nuova oppressione contro i Rom

Oggi il sindaco di Livorno Cosimi, che non ha capito nulla riguardo alla gravità dei fatti accaduti nella sua città , ha iniziato a promuovere una campagna per ripulire le strade dall’accattonaggio infantile. Ma non offrirà sostegno alle famiglie Rom, contemporaneamente. Invece, chiede che i bimbi siano affidati ai servizi sociali, magari in attesa di adozione. Quante violazioni dei Diritti Umani, per essere un uomo solo!

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In Romania si parla e si scrive del rogo di Livorno. l’associazione European Roma Grassroots ha iniziato una compagna di sensibilizzazione sui gravi abusi compiuti nella città toscana, sulla tragedia che Victor e Menji stanno vivendo a causa del pregiudizio. l’abbiamo iniziata noi di EveryOne, questa campagna che si diffonde da Bucarest a Timisoara, da Craiova a Braila. l’abbiamo iniziata scrivendo alle organizzazioni che tutelano i diritti del popolo Rom e pubblicando la vicenda di Livorno su Indy Romania. Ora tutti, nella terra in cui vivono quasi tre milioni di nomadi, ne parlano e cresce un movimento popolare e politico che manifesta orrore e indignazione. Non a caso le autorità rumene hanno stigmatizzato oggi il tentativo dell’Italia di rimpatriare i Rom provenienti dalla Romania: è una procedura di deportazione che va contro le leggi europee. È un risultato importante, questo movimento di opinione che nasce dalle ceneri del rogo di Livorno, un risultato che bisogna sostenere per evitare nuovi abusi, nuove violazioni dei diritti umani. Oggi il sindaco di Livorno Cosimi, che non ha capito nulla riguardo alla gravità dei fatti accaduti nella sua città , ha iniziato a promuovere una campagna per ripulire le strade dall’accattonaggio infantile. Ma non offrirà sostegno alle famiglie Rom, contemporaneamente. Invece, chiede che i bimbi siano affidati ai servizi sociali, magari in attesa di adozione. Quante violazioni dei Diritti Umani, per essere un uomo solo! Il partito nazionalsocialista, prima di dare il via al Porrajmos, lo sterminio dei Rom e dei Sinti, progettò una soluzione simile. Togliere le risorse per vivere, anche le minime, significa uccidere. l’accattonaggio sparisce - o si attenua - da solo, se le istituzioni approcciano la povertà nel solo modo possibile: con aiuti, sussidi, case, programmi seri di inserimento nel mondo del lavoro. E con l’istituzione di campi attrezzati. Campi di piccole dimensioni, molto più semplici da gestire. Riguardo alla scolarizzazione, meglio mandare insegnanti presso i campi (quando i campi ci saranno) e prevedere esami integrativi. Troppo diverse le culture degli europei, che trasformano i bambini in agnelli e poi in pecore, e dei Rom, che pongono la libertà e l’estro quali valori fondamentali nella crescita. Non a caso i ragazzi Rom possono sposarsi secondo le leggi naturali: con il sopraggiungere della pubertà . Il popolo Rom vive secondo le leggi naturali, mentre altri popoli combattono tali leggi e con l’energia nucleare, la genetica e la bioingegneria, la distruzione delle risorse, stanno portando il nostro pianeta alla morte. Criminali sotto ogni aspetto, non solo quello dei Diritti Umani. Nelle settimane scorse abbiamo offerto a Livorno e alle sue autorità una lezione di civiltà , che avrebbe potuto aprire una nuova strada, improntata a una convivenza con i nomadi che avverrà comunque, perché è scritto nella Storia delle migrazioni dei popoli, quella Storia che consente da sempre all’umanità di rigenerarsi e sopravvivere. Penso che il sindaco di Livorno le autorità della città costituiscano esempi negativi e feroci di oppressione dei poveri, dei diversi e dei deboli. Esempi rari di mancanza di umanità , tant'è vero che persino in Romania, dove la convivenza con i Rom non è semplice, suscitano incredulità e moti spontanei di protesta. Livorno sta diventando l’esempio europeo della disumanità e della spietatezza umana ed è auspicabile che i cittadini della "bella città rumoreggiante" fermino questa politica di persecuzione e morte e si facciano rappresentare da uomini che meglio rappresentano il loro spirito di uguaglianza e accoglienza. Dall’operato degli attuali leader cittadini prendono il via nuovi fenomeni che pongono l’Italia in un'ottica infame, un'ottica di inciviltà e barbarie che richiama epoche buie. Oggi sul Corriere della Sera sono state pubblicate le esternazioni di un uomo solo, associate in una sola pagina a quelle di Beppe Grillo, che probabilmente hanno fomentato il nuovo rogo di Casoria. Una pagina che racchiude la nostra vergogna. Non è la voce di Livorno, ma è la voce di un uomo incapace di leggere la piccola Storia di una città che si evolve, incapace di comprendere che senza il rispetto dei Diritti Umani si scivola nel buio e si scompare. l’Europa è viva e si muove. Non bisogna difendere il proprio "sangue", la propria "nazione", la propria idea di "patria" e "famiglia". Quando le civiltà si sono arroccate per proteggere questi falsi ideali, hanno piegato verso il declino. Oggi in Italia vivono appena centomila nomadi: un numero che sarebbe stato facile gestire secondo un approccio umanitario. Se le centinaia di milioni di euro che le autorità nazionali e locali investono per combattere i Rom fossero state investite per favorirne l’inserimento (non solo integrazione, ma integrazione e inserimento, nel rispetto di una civiltà ), non esisterebbe un problema nomadi. Avremmo i diecimila campi - alcuni di passaggio, altri permanenti - che esistevano prima che il fascismo li sottraesse per sempre al popolo nomade. Certo, ci sarebbero artisti di strada, zingare che leggono la mano e bambini che chiedono una moneta e intanto imparano la lingua e simpatizzano con noi. La strada è un luogo di transito solo nella nostra cultura. I campi sono luoghi inospitali solo nella nostra cultura. l’elemosina è umiliante solo nella nostra cultura. Nel mondo dei nomadi, la strada è vita, il campo è casa, la questua e i piccoli servigi fatti di musica, poesia e magia sono modi di sopravvivere in estrema economia, raccogliendo le briciole per consentire al mondo di non depauperare le proprie naturali ricchezze. Ricordiamoci, inoltre, che il popolo Rom è un popolo fiero. Coltiva la pace e il rispetto della vita quali beni supremi, quali eccelsi valori etici e religiosi. Se però l’oppressione cercherà di annientarli, si ribelleranno ed è lecito che ciò avvenga: lo prevede anche la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. E quando i Rom sono costretti a fronteggiare le armi, si trasformano. Il viaggiatore e cronista inglese Thomas Coryat li vide in tale assetto e scrisse che "non si vide mai un'armata così tremenda". I Boemi, le Guardie del Re, i Ciganos, i Dragoni di Ingermanland caratterizzarono la Storia d'Europa con il loro eroismo in battaglia. E gli zingari partigiani al servizio di Rakoczi sono ancora ricordati nel testo di una canzone dei Rom: "Fuoco, caro fuoco / costruisco per te due case / costruisco per te due torri / con le grosse teste dei Turchi / con le braccia dei Kurutz / con i piedi dei Sassoni". Senza dimenticare che furono gli zingari internati ad Auschwitz a combattere la più grande, commovente ed eroica battaglia contro i carnefici di Hitler, il 16 maggio del 1944. Le SS li radunarono per portarli a morire nelle camere a gas del Krematorium IV, ma loro, uomini e donne Rom, si erano preparati a uno scontro senza speranza, per proteggere i loro bambini. Avevano foggiato armi rudimentali e tennero testa ai più potenti e organizzati assassini di tutti i tempi. Non morirono come bestie al macello, ma impegnarono duramente i loro persecutori, spargendo molto sangue tedesco nella Fabbrica della Morte. Due generazioni dopo, i Rom si trovano nella stessa condizione di indigenza, sotto lo stesso giogo fatto di pregiudizio e brutalità in cui si trovavano allora. Non abbiamo potuto essere al loro fianco, nei giorni gloriosi e terribili di Auschwitz, ma adesso sì, adesso siamo con loro, pronti a difendere la vita dei loro bambini e l’eredità dei loro eroi dimenticati.- 

Roberto Malini - Gruppo EveryOne
[Corriere della Sera]- 

Source by Gruppo_EveryOne


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