L’università e il diritto “ereditario” all’insegnamento

Lunedì
10:36:23
Dicembre
13 2010

L’università e il diritto “ereditario” all’insegnamento

View 170.9K

word 820 read time 4 minutes, 6 Seconds

E così il testo della riforma universitaria che ha scatenato in tutta Italia le proteste di studenti, ricercatori e professori universitari, spesso oltre i limiti della legalità e con evidenti connotati di strumentalizzazione, Martedì 30 novembre, è stato approvato alla Camera e approda adesso ai più pacifici lidi di Palazzo Madama.
La settimana scorsa abbiamo stigmatizzato il segnale del cattivo clima che si era venuto a creare nel nostro Paese convinti che ogni sistema, specie se pubblico, funzionerà per il meglio quando ogni componente saprà giocare il proprio ruolo, non fuggendo ma dirigendo le proprie energie senza esserne schiavo, e si porrà ad esempio con piena assunzione di responsabilità .

Abbiamo affermato ancora che l’università ha urgente bisogno di una terapia incisiva ed efficace per uscire dallo status quo e riconquistare il prestigio perduto e che la riforma presentata da questo Governo non si può bocciare in maniera pregiudiziale ma va migliorata specialmente dopo l’infinita serie di emendamenti frutto di compromessi politici, sindacali e di altre varie nature che, in parte hanno stravolto il testo originale.

La Gelmini che si è detta, comunque, dispiaciuta per il clima di tensione sociale, ha affermato che la nostra Università , con l’approvazione definitiva “sarà un’università con i criteri che vigono in tutta l’Europa e con un sistema di valutazione e una distribuzione delle risorse in maniera meritocratica”. Ha, quindi, invitato gli studenti a “monitorare come funzionerà questo disegno di legge e a lavorare insieme”.

Non vi è dubbio che aver fondato la riforma sui concetti di autonomia e responsabilità , valorizzazione del merito e combinazione di didattica e ricerca e legato le risorse da assegnare alle Università alla qualità della ricerca e della didattica sia l’aspetto più significativo del disegno di legge proposto dal Governo.

Ma è proprio il merito che, a nostro avviso, entra in “crisi” quando il Ministro, commentando le proteste, ha sostenuto “che tra i meriti fondamentali della sua riforma c’è il porre fine a parentopoli”. La legge, infatti, prevede che non potrà avere parentele fino al quarto grado chi parteciperà ai concorsi da docenti ma anche per ricercatore e assegnisti professori appartenenti al dipartimento o alla struttura che effettua la chiamata.


La presenza di parentele illustri in molte università è nota a tutti: Docente il padre, associato il primogenito, ricercatore il secondo e qualche volta c’è spazio persino per la consorte e per parentele trasversali.
Di dinastie nella docenza, insomma, ce ne sono tante come tanti sono gli studi che dimostrano come ci sia un vero e proprio nesso scientifico tra il nepotismo e il basso livello della didattica. È, perciò, necessario e urgente, stroncare questo diritto “ereditario”.

La parola d’ordine con cui bisognava formulare la riforma era la valorizzazione del merito, ma un Governo “forte” deve essere in grado non solo di scoprire, ma anche di valorizzare i “talenti” e non deve commettere un’ingiustizia per affermare un principio giusto: il principio giusto è quello di avere docenti preparati e l’ingiustizia è escludere dall’insegnamento un concorrente solo perché parente di un professore che insegna nello stesso dipartimento che ha effettuato la chiamata.

È legittimo, in un paese democratico, impedire ai figli di fare lo stesso lavoro dei padri solo perché questi si trovano a svolgere la loro professione nella stessa Università ?

Si può impedire, ad esempio, al figlio di un agricoltore di fare lo stesso mestiere del padre o al figlio di un meccanico di svolgere il lavoro del padre dimenticando che spesso il miglior maestro si trova in famiglia?

Assumersi a priori la responsabilità che i figli dei professori universitari non possono avere capacità , competenze disciplinari e quanto necessario per l’insegnamento, è un grave errore che potrebbe privare l’Università “sede primaria di libera ricerca e di libera formazione” di tanti giovani talenti che avrebbero appreso dai loro padri l’inclinazione e dimostrato, attraverso una seria selezione, anche le competenze. E questa esclusione non indebolirebbe l’Università quale “luogo di apprendimento ed elaborazione critica delle conoscenze per il progresso culturale, civile ed economico della Repubblica” così come afferma in premessa il testo della riforma?

È bene impedire la prevaricazione di un padre che mette in atto tutti gli strumenti per favorire un esito positivo di un concorso o una chiamata diretta di un proprio figlio/parente danneggiando e ignorando chi ha dimostrato o potrebbe dimostrare più meriti e competenze, ma è grave e arretrato escludere dai concorsi e dalle graduatorie chi vorrebbe scegliere una professione dimostrandone le e capacità .

Sarebbe più logico e legittimo, trovare meccanismi di reclutamento tali da valutare le capacità di chi vuole accedere all’insegnamento anzichè escludere subito per semplice verifica dello stato di famiglia o dell’estratto dell’albero genealogico.

Un Governo forte e attento alle esigenze della collettività , non può cavalcare la tigre senza restare sbranato, non può aggirare i problemi ma deve essere capace di affrontarli e risolverli.

Giuseppe Luca, pippo.luca@alice.it, 3334358311
Direttore Responsabile della “Letterina”

Source by ASASI_Ass._Scuole_Autonome_Sicilia


LSNN is an independent editor which relies on reader support. We disclose the reality of the facts, after careful observations of the contents rigorously taken from direct sources, we work in the direction of freedom of expression and for human rights , in an oppressed society that struggles more and more in differentiating. Collecting contributions allows us to continue giving reliable information that takes many hours of work. LSNN is in continuous development and offers its own platform, to give space to authors, who fully exploit its potential. Your help is also needed now more than ever!

In a world, where disinformation is the main strategy, adopted to be able to act sometimes to the detriment of human rights by increasingly reducing freedom of expression , You can make a difference by helping us to keep disclosure alive. This project was born in June 1999 and has become a real mission, which we carry out with dedication and always independently "this is a fact: we have never made use of funds or contributions of any kind, we have always self-financed every single operation and dissemination project ". Give your hard-earned cash to sites or channels that change flags every time the wind blows , LSNN is proof that you don't change flags you were born for! We have seen the birth of realities that die after a few months at most after two years. Those who continue in the nurturing reality of which there is no history, in some way contribute in taking more and more freedom of expression from people who, like You , have decided and want to live in a more ethical world, in which existing is not a right to be conquered, L or it is because you already exist and were born with these rights! The ability to distinguish and decide intelligently is a fact, which allows us to continue . An important fact is the time that «LSNN takes» and it is remarkable! Countless hours in source research and control, development, security, public relations, is the foundation of our basic and day-to-day tasks. We do not schedule releases and publications, everything happens spontaneously and at all hours of the day or night, in the instant in which the single author or whoever writes or curates the contents makes them public. LSNN has made this popular project pure love, in the direction of the right of expression and always on the side of human rights. Thanks, contribute now click here this is the wallet to contribute


Similar Articles / L’univ...egnamento