Morire di parkour ma nessuno ne parla

Venerdì
18:22:01
Gennaio
08 2021

Morire di parkour ma nessuno ne parla

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Il parkour nasce come una sorta di corsa ad ostacoli per la formazione e l’allenamento dei militari ma è diventato nell’immaginario collettivo una bravata "accettabile", roba da ragazzi spericolati ma niente di grave; è vero che la maggior parte dei giovani di tutte le generazioni, specialmente i maschi, istintivamente si confrontano tra loro e con l’ambiente che li circonda e così accrescono le proprie esperienze e imparano a muoversi più agilmente nell’ambiente che li circonda ma la televisione e il web danno un’immagine distorta del parkour. Nessuno, o quasi, parla del fatto che questa nuova moda pseudo-sportiva è pericolosissima, perché è un’attività quasi sempre praticata in ambienti non idonei e senza regole. Nel 2012 una ragazza russa di 24 anni è alla sua prima lezione a San Pietroburgo, scivola e cade dal diciassettesimo piano e muore; Quello che viene spontaneo chiedersi è quale razza di deficiente porta una persona a una "prima lezione" sul tetto di un palazzo. Un caso raro? Nel 2017 TGCOM24 titolava: "Ogni anno 170 persone muoiono per i selfie estremi: è allarme anche in Italia. In India, solo nel 2016, le vittime sono state 76. Seguono, per numero di autoscatti letali, Pakistan, Stati Uniti e Russia" e se 170 sono le morti annuali, ma sono sicuramente molte di più, si devono sommare tutti quelli che cadendo non muoiono ma rimangono paralizzati o menomati per sempre. Il problema non è ovviamente solo nella voglia di mostrarsi, nell’adrenalina e soprattutto nell’immaturità dei giovani che praticano queste attività estreme ma anche e soprattutto della nostra epoca in cui l’anarchia generalizzata, in alcuni Paesi più presente che in altri ma comunque in rapida espansione, ha permesso a molti deficienti, sottoculturati, profittatori e criminali di accedere alla politica e ai mass-media, quindi l’interesse non è più quello di creare una società di vero progresso ma solo di quello che è il riflesso di chi è oggi sempre più al potere, quindi una società sempre più: deficiente, sottoculturata, di speculazione, consumista, criminosa ecc. Chi ha veramente, tra gl’individui di potere, interesse a fermare un’idiozia che genera morte, tragedia, distruzione, violazione di proprietà privata ecc.? quanti ne avete visti? Chi, gli stessi che non fanno una seria lotta alla droga o alla pedofilia? Anzi in televisione addirittura arrivano le competizioni tra questi idioti, i programmi pseudo-documentari spazzatura dove questi incoscienti mostrano le proprie bravate in ambienti architettonici assolutamente non idonei per l’attività fisica che piace a loro e se un genitore che va controcorrente "culturale" osa dire qualcosa, la risposta è: "papà stai zitto che porti sfiga". E poi un giorno tuo figlio è morto. I figli imparano dai genitori, dalla scuola e dalla società ma oggi, grazie a una cultura prevalente delle cazzate e a chi la genera, molti genitori non dicono più nulla, tanto c’è la televisione e internet… e le nuove generazioni non imparano, mentre il loro cervello è sempre più assorbito nell’alienante strisciare un dito su uno schermo. Aveva vent’anni, un po’ di problemi, gli piaceva la box, la marijuana ogni tanto, gli sport estremi e il parkour ed era molto confidente. Una sera torna a casa dal nuovo lavoro del quale era felice, il fratello dormiva e la mamma non era in casa, una birra. Il giorno dopo non c’è, poi è lì, nascosto da un albero dopo una caduta dalla ringhiera del balcone sulla quale gli piaceva tanto stare. Il ventenne Federico Donato cadeva di schiena il 2 maggio 2018 dal terzo piano di una casa di Villanova sul Clisi, in provincia di Brescia e raccontare la sua storia, forse salverà la vita di qualche ragazzo. Suo padre Jose’ Donato, con un sussurro grida dal profondo del suo dolore: "almeno ascoltate una volta i vostri genitori, perché la mamma gl’aveva detto mille volte che sedersi lì è pericoloso".

Matteo Cornelius Sullivan

Source by Matteo_Cornelius_Sullivan


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